Il 2 novembre 2026 Adam Fry, responsabile di prodotto di OpenAI per ChatGPT, ha detto che il volume delle query di ChatGPT «simili a ricerche» era circa un quinto di quello delle query di Google. Il confronto riguarda una categoria specifica di attività, ma non chiarisce se l’unità contata sia una richiesta, un’intera conversazione o una ricerca web.

Che cosa misura il confronto di Adam Fry

Fry ha descritto il volume di query simili a ricerche rispetto a quello di Google. Il dato è un confronto dichiarato da lui, non una quota di ChatGPT sull’intero mercato della ricerca. The Verge ha riferito che Fry non indicò la fonte del volume di Google usato come termine di paragone.

Quali richieste sono considerate simili a una ricerca

Fry ha descritto queste attività come richieste che una persona avrebbe potuto rivolgere a un motore di ricerca tradizionale. Secondo il resoconto di The Verge, nella definizione attribuitagli rientra una richiesta che porta a una ricerca sul web. Una definizione o una risposta semplice a una domanda pratica, se non attiva una ricerca web, resta fuori da questa categoria.

Una richiesta, una conversazione o ogni ricerca web?

Nell’intervista, Alex Kantrowitz chiese se in una conversazione con molti prompt si conteggiasse ogni richiesta, oppure se una conversazione che include una ricerca web valesse una volta o una volta per ciascuna domanda che la attiva. Il passaggio pubblicato si interrompe prima della risposta di Fry, quindi la regola di conteggio resta senza risposta.