Anthropic non prevede che tutti i lavoratori della conoscenza perderanno il posto entro il 2030. Il suo Econ Scenario Explorer costruisce invece tre percorsi ipotetici per l’economia degli Stati Uniti: da un impatto dell’IA paragonabile a quello di Internet fino a una trasformazione molto più radicale. Il punto interessante — e scomodo — è che un’economia più ricca non garantisce automaticamente risultati migliori per chi lavora.
Che cosa misura l’Econ Scenario Explorer
Il modello combina cinque variabili: capacità dell’IA, velocità di adozione, grado di autonomia, produttività e tempo necessario ai lavoratori per passare a un’altra occupazione. Considera i lavori come insiemi di attività: alcune possono essere assistite, altre automatizzate, altre ancora restare sostanzialmente invariate o lasciare spazio a nuovi compiti.
L’orizzonte è il 2030 e l’area geografica è quella statunitense. Non si tratta di una previsione né di un risultato osservato: il modello mostra che cosa potrebbe accadere se cambiano le sue ipotesi di partenza.
Tre percorsi possibili per il 2030
Lo scenario modesto immagina un effetto economico simile a quello attribuito a Internet. Lo scenario sostanziale suppone che l’IA possa svolgere metà del lavoro della conoscenza, in gran parte in autonomia, pur con un’adozione ancora incompleta. Lo scenario estremo ipotizza invece che l’IA superi la produttività umana nella maggior parte delle attività cognitive, svolga quasi tutto quel lavoro autonomamente e generi pochissimi nuovi compiti per le persone.
La distanza tra questi percorsi non è un dettaglio tecnico: cambia completamente il rapporto tra crescita, occupazione e distribuzione del reddito. Più si passa verso lo scenario estremo, più l’economia cresce nel modello, ma più forte diventa la pressione sui lavoratori della conoscenza.
Più ricchezza, meno potere contrattuale
Nello scenario estremo, Anthropic modella salari dei lavoratori della conoscenza in calo di oltre il 10%. Il modello associa inoltre quel percorso a un aumento della disoccupazione oltre i livelli tipici delle recessioni e a una riduzione della quota del prodotto destinata al lavoro.
La quota del lavoro è la parte dell’output economico che va ai lavoratori, mentre la quota del capitale remunera proprietari di aziende, infrastrutture, software, apparecchiature e centri dati. Nel percorso estremo, la quota del lavoro scende da circa il 60% al 45,2%, mentre quella del capitale sale al 54,8%.
Questa è la tensione centrale dell’esploratore: l’IA può aumentare la dimensione complessiva dell’economia e, allo stesso tempo, ridurre il peso dei salari e la capacità contrattuale di molti lavoratori. Crescita e benessere non sono sinonimi.
L’esposizione delle attività non significa posti cancellati
Qui entra in gioco un secondo lavoro di Anthropic, distinto dal modello macroeconomico. La ricerca sul mercato del lavoro misura la copertura osservata: quanto lavoro teoricamente eseguibile da un modello linguistico coincide con l’uso professionale effettivo di Claude.
Il dato riguarda quindi i compiti, non intere professioni. Un programmatore può avere molte attività esposte all’IA senza che il suo posto di lavoro scompaia; il ruolo può cambiare, ridursi o diventare più produttivo. Sono scenari diversi, e confonderli produce titoli molto più drammatici dei dati.
| Professione | Copertura osservata | Che cosa misura il dato |
| Programmatori informatici | 75% | Attività coperte dall’uso professionale osservato di Claude, non posti di lavoro eliminati |
| Addetti al servizio clienti | 70% | Copertura di attività, non percentuale di occupazione destinata a scomparire |
| Addetti all’inserimento dati | 67% | Attività esposte o coperte, non sostituzione completa della professione |
La ricerca non rileva un aumento sistematico della disoccupazione tra i lavoratori impiegati nelle occupazioni più esposte dalla fine del 2022. Questo dato osservato appartiene al mercato del lavoro attuale; gli scenari del 2030 appartengono invece a un modello ipotetico. Non sono la stessa misura e non rispondono alla stessa domanda.
Il limite dei robot fisici
L’Econ Scenario Explorer non include robot ipercapaci in grado di svolgere lavoro fisico. Per questo, nel suo perimetro, le attività manuali e quelle che richiedono presenza fisica risultano meno esposte rispetto a molte attività cognitive svolte davanti a uno schermo.
Ma questo non equivale a dichiarare che le professioni fisiche siano al sicuro. È un limite del modello, non una garanzia permanente. Se cambiasse la capacità dei sistemi di agire nel mondo fisico, cambierebbe anche il perimetro della domanda.
Che cosa può capire davvero chi lavora
L’esploratore è utile per leggere i meccanismi, non per scegliere una professione suppostamente immune all’IA. La distinzione pratica è questa:
- capacità teorica: ciò che un sistema potrebbe riuscire a fare in determinate attività;
- copertura osservata: l’uso professionale effettivamente rilevato;
- automazione: l’esecuzione di un’attività da parte del sistema;
- sostituzione: la conseguenza occupazionale complessiva, che dipende anche da domanda, organizzazione, salari e nuove attività.
Anthropic descrive possibilità molto diverse, non un destino già scritto. Il risultato più concreto per i lettori è anche il meno spettacolare: l’impatto dell’IA si misurerà attività per attività, e una maggiore crescita economica potrà convivere con una distribuzione più sfavorevole per il lavoro.