Bitnation: una nazione virtuale decentralizzata, basata su blockchain
Bitnation

Politica, economia, burocrazia… molte persone hanno le proprie idee su quali siano i problemi più seri che colpiscono il mondo, ma ci sono gruppi che mettono in discussione il concetto stesso di nazione, al punto da dichiararlo un «apartheid geografico». È qui che entra in gioco Bitnation, una nazione virtuale, volontaria, senza frontiere e completamente decentralizzata. Bitnation si basa sulla tecnologia blockchain, che le ha permesso di offrire vari servizi, dalle identificazioni di emergenza per rifugiati alle carte di debito, fino ai certificati di matrimonio.

Le frontiere si chiudono, e chi è al potere vuole costruire nuovi muri, o alzare l'altezza di quelli esistenti. Il secondo decennio del XXI secolo sta per concludersi, ma i conflitti principali che colpiscono tutti noi restano gli stessi. Una domanda che si ripete spesso è «chi ha la colpa?» Sono forse gli uomini e le donne che governano? È l'ideologia politica in generale? O forse è necessario esplorare altri concetti? Alcuni stanno mettendo sotto la lente la stessa definizione di nazione. Nascere dal lato sbagliato di una frontiera e senza i documenti adeguati può trasformare la vita di qualunque essere umano in un incubo, perciò esistono iniziative là fuori che cercano di porre fine a tutto ciò a modo loro, offrendo una soluzione superiore. Una di queste è Bitnation.

Bitnation è una nazione «decentralizzata, volontaria e libera da frontiere» fondata da Susanne Tarkowski Tempelhof nel luglio 2014. Oltre a competere con le nazioni «tradizionali», per così dire, uno degli aspetti più sorprendenti di Bitnation è che si basa sulla tecnologia blockchain. In origine, Bitnation iniziò la sua avventura usando la blockchain di Bitcoin, ma nel febbraio 2016 si è spostata su Ethereum, poiché la capacità di contratti intelligenti della sua blockchain si adatta meglio agli obiettivi della nazione volontaria. In effetti, la «giurisdizione digitale» di Bitnation conosciuta come Pangea (e casa dei token PAT) è stata co-scritta da uno degli sviluppatori di Ethereum, Alex Van de Sande.

Bitnation ha già dato vita al primo certificato di nascita e al primo matrimonio supportati da blockchain, ma ha anche creato un programma di identità digitali di emergenza per rifugiati (BRER, o Bitnation Refugee Emergency Response), che ha incluso la consegna di carte di debito Bitcoin. BRER è stato riconosciuto dall'UNESCO con il Grand Prix 2017 del Forum Netexplo lo scorso aprile, e il suo futuro appare molto interessante, non solo per questa idea di una «nazione nel cloud» con ambasciate, servizi e programmi in tutto il mondo, ma anche per il suo uso particolare della tecnologia blockchain.

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