In un articolo pubblicato il 19 ottobre, il Daily Californian ha riferito le posizioni divergenti dei matematici di UC Berkeley Richard Borcherds e Robin Huang sull’IA nella ricerca matematica. Il loro confronto arriva dopo una critica tecnica, pubblicata il 6 ottobre, che individua discrepanze tra alcune parti della prova di Navier-Stokes annunciata da OpenAI e la relativa formalizzazione in Lean. Gli autori della critica non sostengono che la dimostrazione in linguaggio naturale sia errata.

Due visioni dell’IA nella matematica

Borcherds, professore di matematica a UC Berkeley e vincitore della Medaglia Fields nel 1998, ritiene che, se la tendenza attuale proseguirà, l’IA potrebbe superare i matematici umani nella ricerca entro pochi anni. Huang, dottoranda all’ultimo anno, ha posto l’accento sui rischi per la formazione: secondo lei, chi delega all’IA i compiti di matematica può arrivare impreparato agli esami. Ha anche sollevato dubbi sugli standard e sugli incentivi della comunità matematica.

NeoTeo aveva già raccontato la pubblicazione dei risultati matematici ottenuti da un modello interno di OpenAI. Qui il punto centrale è la differenza tra controllare una dimostrazione formalizzata e verificare che essa corrisponda davvero al testo scritto.

Che cosa sostiene OpenAI sul problema di Navier-Stokes

Nell’annuncio dell’8 settembre 2026, OpenAI ha presentato un risultato che, secondo l’azienda, produce una singolarità in tempo finito nelle equazioni di Navier-Stokes per un fluido incomprimibile tridimensionale sottoposto a una forza esterna liscia. OpenAI sostiene che il risultato affronti le parti C e D della formulazione del problema del Clay.

L’azienda ha riferito che il gruppo di agenti impiegato per questo problema arrivava a circa 10.000 agenti concorrenti e ha indicato 2,7 milioni di messaggi e circa 130 miliardi di token in uscita. Queste cifre descrivono la scala del lavoro riportata da OpenAI.

La discrepanza tra la prova scritta e Lean

Il 6 ottobre A. Bastounis, F. Circelli e A. C. Hansen hanno pubblicato un’analisi della formalizzazione in Lean. Tra gli esempi, confrontano la stima della Lemma 8.6 nel testo in linguaggio naturale con quella citata nella versione Lean: la prima coinvolge quattro derivate aggiuntive, la seconda cinque.

Versione della stimaDerivate aggiuntive indicate
Testo in linguaggio naturale4
Stima citata nella formalizzazione Lean5

Gli autori segnalano anche differenze nella stima del flusso di pressione: quella descritta nel testo usa un termine in B_R, mentre la stima Lean dipende anche da A_R. Dicono che le due espressioni sono difficili da confrontare direttamente.

Che cosa controlla una dimostrazione in Lean

Lean è un assistente per le dimostrazioni formali: controlla la prova e l’enunciato matematico così come sono codificati nel sistema. La compilazione, da sola, non stabilisce che l’enunciato e i passaggi codificati corrispondano fedelmente alla dimostrazione in linguaggio naturale. È questa corrispondenza, nei casi esaminati, il problema sollevato da Bastounis, Circelli e Hansen.