Credo che non serva molto sforzo per concludere che la sicurezza informatica stia attraversando una fase disastrosa. Stiamo ancora raccogliendo i detriti lasciati da WannaCry, ma ora si aggiunge un database con oltre 560 milioni di credenziali scoperto online. La maggior parte di queste credenziali era già stata filtrata in incidenti precedenti, ma la cosa preoccupante è che un volume di informazioni simile continui a essere esposto sul Web senza una protezione adeguata.
Negli ultimi anni abbiamo segnalato numerosi furti di password. Non importa se il database sia grande o piccolo: il punto è che non ha perso il suo profilo di «bersaglio allettante» per gli elementi malintenzionati. Anche se un attaccante non ottiene password, è vero che gli indirizzi email hanno un valore importante, soprattutto per chi si concentra su spam, campagne di phishing e ransomware, che è in continua crescita. L'ultima novità arriva dal Kromtech Security Research Center. Una semplice scansione di sicurezza eseguita su Shodan ha portato alla scoperta di un dispositivo esposto con 560 milioni di credenziali, che rimane attivo e senza protezione.
L'identità del creatore di quel database è ancora sconosciuta, ma il ricercatore Bob Diachenko l'ha soprannominato «Eddie», nome che compare al suo interno. Diachenko ha contattato Troy Hunt, l'amministratore del sito «Have I Been Pwned», che si occupa di archiviare le credenziali filtrate in attacchi precedenti per far sapere agli utenti quali servizi richiedono un cambio di password. Il confronto di Hunt ha stabilito che più di 243 milioni di credenziali si basano su indirizzi email unici, e la grande maggioranza era già registrata su Have I Been Pwned. In altre parole, è una raccolta di account estratti da vecchi attacchi a servizi come LinkedIn, Dropbox, Last.fm, MySpace, Adobe, Neopets, Tumblr e altri.
Comunque, la nostra raccomandazione di cambiare le password nei servizi compromessi resta ferma. Tutto quello che devi fare è visitare Have I Been Pwned, inserire la tua email e confrontare la data degli attacchi con l'anzianità della password. Se non l'hai sostituita da allora, sai già cosa fare.