Colin Furze è uno di quei «pazzi fantastici» che stupisce il pubblico di YouTube con progetti che potrebbero esplodergli in faccia senza preavviso. In effetti, alcune delle sue creazioni ci trasmettono direttamente la sensazione che finirà in ospedale (per non dire peggio), e nel suo ultimo video ha dimostrato il funzionamento di un cannone con munizioni a base di termite. Sì, la stessa termite che supera i 2.000 gradi Celsius e viene usata per saldare le rotaie… tra le altre cose.
La termite
Alluminio e ossido di ferro. Sembra incredibile che materiali così comuni possano creare una reazione del genere, ma è così che funziona la termite. Naturalmente, «termite» è un termine generico, e sia i componenti che le proporzioni possono variare a seconda delle esigenze, ma chi volesse produrre termite in casa (?) sa già da dove cominciare. Se andate su YouTube troverete ogni tipo di video sulla termite, dagli esperimenti fatti dai MythBusters alla saldatura delle rotaie, ma c'è un nuovo video che ha fatto il giro in questi giorni. Si tratta del cannone a termite sviluppato da Colin Furze, che potete vedere in azione qui sotto:
Non è la prima volta che Colin Furze incrocia le armi con questa miscela. A febbraio ha sviluppato una teiera a termite che fa bollire l'acqua più velocemente rispetto alle altre sue teiere modificate... ma parliamo del cannone. La sua costruzione è stata divisa in due video aggiuntivi: uno in cui mostra la creazione delle cartucce (e spiega anche come fare la termite), e un altro su l'assemblaggio del cannone stesso. Furze spiega che, sebbene non sia esattamente illegale produrre termite in piccole quantità, l'idea di un lanciatore portatile potrebbe attirare l'attenzione delle autorità.
Ora, la termite non esplode all'impatto, e se una cartuccia si rompe prima dell'accensione, tutto ciò che resta è un mucchio di polvere sparsa. Questo implica accendere la termite «prima» di spararla e, logicamente, farlo senza finire avvolti dalle fiamme. In sintesi, un'altra bellissima follia su YouTube che merita la nostra attenzione.
Fonte: Colin Furze