Il 28 ottobre 2026 Cisco Talos ha attribuito a UAT-11473 lo sfruttamento di CVE-2026-20127 per installare KeyDrift sui sistemi Cisco Catalyst SD-WAN. Il malware intercetta traffico di controllo decifrato e raccoglie un campo di 32 byte che Talos valuta come materiale per chiavi AES-256 IPsec.

Indice

Cosa ha riferito Talos su UAT-11473

Talos descrive come storica l’attività associata a KeyDrift. Il riferimento a operazioni almeno dal 2023 riguarda invece UAT-8616, un distinto cluster di attività.

Talos valuta inoltre che l’infrastruttura di UAT-11473 si sovrapponga a Silent Train. Lumen associa Silent Train a Volt Typhoon: la sovrapposizione riguarda l’infrastruttura, non identifica i due gruppi come lo stesso attore.

Come KeyDrift intercetta il traffico

CVE-2026-20127 aggira l’autenticazione del peering SD-WAN. Secondo il resoconto di The Hacker News, un attaccante remoto non autenticato può ottenere su un Controller un account interno con privilegi elevati, ma non root, accedere a NETCONF e modificare la configurazione della fabric SD-WAN.

La vulnerabilità interessa i ruoli Cisco Catalyst SD-WAN Controller, già vSmart, Manager, già vManage, e Validator, già vBond, sia nelle installazioni locali sia in quelle ospitate da Cisco, indipendentemente dalla configurazione.

Talos descrive PolyFlame come un modulo residente in memoria e iniettato nel processo legittimo vdaemon. Può eseguire comandi e svolgere funzioni di comando e controllo intermedio. LittleFilch aggancia la funzione SSL_read nello stesso processo e analizza i buffer dopo la decifratura. Da lì raccoglie il campo di 32 byte che Talos valuta come materiale per chiavi AES-256 IPsec distribuite tramite OMP.

LittleFilch cifra i record raccolti e li archivia localmente; può anche inviarli via UDP. La trasmissione è una capacità descritta per il modulo, mentre l’analisi attribuisce alle operazioni la raccolta e l’archiviazione dei record.

Ruoli coinvolti e versioni correttive

La mappatura delle correzioni Cisco riportata da The Hacker News indica versioni diverse secondo il ramo software. Per i rami precedenti alla 20.9, è indicata la migrazione a una versione corretta.

Ramo softwarePrima versione corretta riportata
Precedente alla 20.9Migrare a una versione corretta
20.920.9.8.2
20.1120.12.6.1
20.1220.12.5.3 oppure 20.12.6.1
20.13, 20.14 e 20.1520.15.4.2
20.16 e 20.1820.18.2.1

The Hacker News riferisce che Cisco non indica un workaround. Per le installazioni locali, riporta come misura provvisoria la limitazione delle porte 22 e 830 agli indirizzi IP noti di controller e sistemi. La restrizione delle porte non rimuove malware già presente.

Indicatori da controllare

Tra gli indicatori descritti da Talos figurano libdssl.so, libcommon.so, conf_sshd, rsshd e il percorso /tmp/system-vdaemon; sono citati anche /var/tmp/vdaemon.bin e /var/tmp/vdaemon.conf. Il resoconto di The Hacker News riporta come controllo indicato da Cisco le voci Accepted publickey for vmanage-admin da indirizzi IP sconosciuti in /var/log/auth.log.

Talos ha pubblicato le regole Snort per CVE-2026-20127, SID 65938 e 65958, e quelle relative a KeyDrift: SID 67387-67416 per Snort 2 e 7:44-7:73 per Snort 3. Secondo The Hacker News, le regole Snort 2 sono disattivate per impostazione predefinita nel set Subscriber a pagamento.

Il resoconto cita inoltre la raccolta dell’output request admin-tech da ciascun componente di controllo e il controllo dei file per il bug CSCws52722. Talos raccomanda di avviare la risposta agli incidenti e contattare Cisco TAC quando vengono individuati indicatori.