La robotica è una delle tante applicazioni che i creatori del Raspberry Pi hanno immaginato per il loro mini computer. Combinando determinati componenti con il software giusto, il Raspberry Pi può trasformarsi in un piccolo robot con un potenziale educativo impressionante. Uno dei migliori esempi che abbiamo trovato in giro è Empathybot, un robot che rileva le emozioni usando un Raspberry Pi 3 come cervello e l'API Cloud Vision di Google.
Un robot che legge le emozioni
Un robot che può leggere le emozioni. Immaginate di creare qualcosa del genere per una classe. Dieci anni fa, un progetto del genere sarebbe costato una fortuna, ma ora possiamo parlare di 230 dollari per robot, e se decidiamo di improvvisare, il numero sarà ancora più basso. Ovviamente, la chiave è un mini computer con il giusto equilibrio tra dimensioni e potenza di elaborazione, il che ci porta alle porte del Raspberry Pi 3. Il fratello maggiore della famiglia Raspberry ha trovato un posto di privilegio nel design del robot Empathybot, ed eccolo qui in azione.
Empathybot si avvicina a una persona (usando il case GoPiGo o simile) e rileva la distanza necessaria per interagire con lei utilizzando un sensore a ultrasuoni. Subito dopo, il robot scatta una foto al suo viso e la elabora utilizzando il Raspberry Pi 3 in combinazione con l'API Cloud Vision di Google. Le quattro emozioni che Empathybot può rilevare sono felicità, tristezza, rabbia e sorpresa. A seconda dell'emozione, Empathybot cercherà di avviare una conversazione, chiedendo perché siamo felici o se vogliamo un abbraccio. Il software utilizzato a questo punto si chiama eSpeak, e quando l'interazione finisce, Empathybot si allontana per cercare qualcun altro.
Limiti e considerazioni
Il robot funziona come previsto, ma le limitazioni più importanti sono responsabilità dell'API Cloud Vision. Per l'API è stato molto difficile rilevare rabbia o sorpresa negli adulti, ma ha registrato buoni risultati su felicità e tristezza. Una barba troppo lunga può confondere facilmente Cloud Vision, e guardando il viso di un bambino, ha quasi sempre concluso che fosse triste, quando in realtà sembrava felice e sorpreso dal movimento del robot. Tutto il codice coinvolto si trova su GitHub, e le istruzioni per costruire Empathybot sono nella pagina ufficiale (link qui sotto).