Negli Stati Uniti (come in altri paesi) è molto comune vedere alcune prigioni che hanno programmi speciali per «riabilitare» i detenuti, ma al Marion Correctional Institution, nello stato dell'Ohio, il tiro è uscito storto. Cinque detenuti hanno preso parte a un'operazione che ha portato all'assemblaggio di due computer nascosti nelle strutture e alla posa di una quantità considerevole di cavi che ha permesso loro di connettersi alla rete locale del carcere utilizzando credenziali rubate.

Detenuti hanno assemblato PC di nascosto e sono entrati nella rete locale del carcere
Prigione

Immaginate un gruppo di detenuti che trasporta componenti di computer per più di 300 metri all'interno di una prigione senza alcun controllo di sicurezza. Ora immaginate che rimontino quei computer e installino abbastanza cavi per connettersi alla rete penitenziaria locale. Sembra qualcosa uscito da una serie TV, ma è esattamente quello che è successo al Marion Correctional Institution, in Ohio. I cinque detenuti coinvolti partecipavano alla cosiddetta «Iniziativa Verde» all'interno dell'istituto, e una delle loro attività era il riciclaggio e lo smontaggio completo di computer obsoleti.

Detenuti hanno assemblato PC di nascosto e sono entrati nella rete locale del carcere
Parte dei cavi installati. Qualcuno è stato occupato...

Le indagini

Secondo il rapporto ufficiale pubblicato dall'Ufficio dell'Ispettore Generale dell'Ohio (50 pagine, ma vale la pena leggere tutto), le indagini sono iniziate nell'agosto 2015. I detenuti sono riusciti a entrare nella rete locale utilizzando credenziali rubate a una delle guardie, e mentre erano connessi non sono rimasti con le mani in mano. L'analisi forense dei dischi rigidi ha rilevato attività come truffe con carte di credito, furto d'identità e diversi moduli che si suppone sarebbero stati usati per frode fiscale. A questo si aggiungono contenuti per adulti, uno spammer di posta elettronica, permessi di accesso a zone riservate della prigione, istruzioni per fabbricare droga ed esplosivi fatti in casa, accesso alla rete Tor, proxy, VPN, VirtualBox con un'immagine di Kali Linux, TrueCrypt e una copia di Wireshark.

Detenuti hanno assemblato PC di nascosto e sono entrati nella rete locale del carcere
Niente di meglio di una «ragnatela» per nascondere un paio di computer... vero?

Come sono stati scoperti

I detenuti sono stati scoperti perché non hanno saputo quando fermarsi e non hanno nemmeno nascosto bene le loro tracce. Il dipartimento IT ha notato che uno dei terminali superava di gran lunga il limite giornaliero di accesso e, dopo aver analizzato i log, ha scoperto che le credenziali della guardia interessata venivano usate anche nei giorni in cui non lavorava. Questo ha automaticamente ampliato le indagini, portando al ritrovamento dei due computer nascosti nel controsoffitto di una sala di addestramento. Ciò che ha sorpreso di più l'ispettore generale Randall Meyer è il modo in cui hanno fallito tutti i protocolli di sicurezza, soprattutto non registrando il movimento delle parti attraverso la prigione. I detenuti sono già stati trasferiti in altre strutture.

Fonte: