Il formato LaserDisc ha iniziato la sua avventura nel dicembre 1978, ma ha dovuto aspettare fino agli anni '90 per guadagnare una certa popolarità. In effetti, il LaserDisc è diventato il formato scelto da molte aziende per lanciare edizioni speciali o limitate... e così nasce la necessità di una buona preservazione. Shelby del canale Tech Tangents ha condiviso un video in cui esplora i pregi e i difetti del Domesday Duplicator, un dispositivo open source che accede direttamente ai dati analogici del LaserDisc, garantendo una qualità superiore...
Alcuni appassionati di audio e video stanno correndo contro il tempo. Purtroppo, i nostri dischi, cartucce e cassette non sono eterni. Il calore, l'umidità, la ruggine, il deterioramento degli adesivi, condensatori che esplodono, aziende che risparmiano sui costi... sono molti i fattori che giocano contro di noi. A tutto ciò si aggiunge un dettaglio fondamentale: «Preservare» non è semplicemente fare una copia.
Con questo in mente arriviamo al LaserDisc. Il tempo sta distruggendo molte collezioni, ma ci sono veri geni là fuori decisi a vincere la battaglia, e alcuni di loro hanno creato il Domesday Duplicator, un dispositivo open source capace di registrare i dati di un LaserDisc a 40 milioni di campioni al secondo. Cosa significa esattamente? Shelby del canale Tech Tangents lo spiega:
A questo punto qualcuno potrebbe dire «è sufficiente registrare l'uscita video» dal lettore... ma non è vero. Il Domesday Duplicator si collega direttamente con un collegamento interno ed estrae i dati del LaserDisc, evitando tutto l'hardware aggiuntivo dell'apparecchio (e la sua conversione).
Un altro argomento abbastanza comune è che la stragrande maggioranza dei film apparsi su LaserDisc sono già disponibili in un formato superiore... e anche questo non è vero. Per esempio, la versione di Star Wars più vicina a quella vista al cinema esiste solo su LaserDisc. Ci sono anche release con un audio più pulito (cioè non massacrato da una “rimasterizzazione”), e non mancano serie che sono arrivate al pubblico solo su LaserDisc (Shelby cita Family Dog, il “disastro di culto” prodotto da Tim Burton e Steven Spielberg).
Il video menziona altri dettagli come l'origine del nome Domesday (ispirato al dispositivo originale della BBC per preservare i LaserDisc, che a sua volta deriva da un vecchissimo libro), e ci ricorda il profilo analogico dei LaserDisc, ma il Domesday Duplicator è tutto tranne che plug & play. La wiki del progetto spiega passo dopo passo tutte le connessioni, e Shelby ha avuto bisogno di settimane intere e centinaia di gigabyte di spazio per padroneggiare completamente la combinazione hardware/software (ha già confermato che ci sarà un secondo video). Tuttavia, la cosa più difficile da digerire è il prezzo: un Domesday Duplicator pronto all'uso supera i 500 dollari...
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