La storia delle chiavi maestre

La storia ha inizio nel novembre 2014, quando in un articolo del Washington Post apparve una foto ad alta definizione con sette delle otto chiavi maestre utilizzate dalla Amministrazione per la Sicurezza nei Trasporti, meglio conosciuta come TSA, per aprire e ispezionare i bagagli dei passeggeri. Queste chiavi furono rapidamente convertite in un formato compatibile con le stampanti 3D, ma la cosiddetta «ottava chiave» è rimasta un mistero... fino ad ora. Tre hacker con gli pseudonimi DarkSim905, Johnny Xmas e Nite 0wl sono riusciti a ricreare quest'ultima chiave percorrendo la strada lunga. In altre parole: analizzando più serrature.

Hacker ricreano le chiavi maestre usando stampanti 3D
TSA

Come funzionano le chiavi maestre della TSA

La TSA statunitense dispone di diversi metodi, automatici e manuali, per ispezionare più da vicino i bagagli che per un motivo o per un altro sono stati dichiarati «sospetti» nelle fasi precedenti. Se una borsa o una valigia arriva all'ultimo anello della catena e deve essere aperta, il personale della TSA possiede un gruppo di otto chiavi maestre che aprono tutte le serrature «approvate» dall'amministrazione. Se lo guardiamo da un angolo informatico, è una delle migliori definizioni di «backdoor» che possiamo trovare: l'utente (o meglio, il suo bagaglio) si sente «sicuro», mentre le autorità lo controllano da cima a fondo. Logicamente, la backdoor richiede la cooperazione di un terzo, che in questo caso sono due aziende, Travel Sentry, il cui standard è stato applicato in sette delle chiavi maestre, e Safe Skies, che copre la chiave rimanente.

Hacker ricreano le chiavi maestre usando stampanti 3D
L'immagine che ha dato inizio a tutto...

La chiave mancante di Safe Skies

Nel novembre 2014, qualche genio intergalattico della TSA ha deciso che era una brillante idea permettere al Washington Post di scattare una fotografia ad alta definizione delle sette chiavi maestre sotto lo standard Travel Sentry. In pochi mesi, tre esperti noti come DarkSim905, Johnny Xmas e Nite 0wl, hanno trasformato le chiavi in modelli compatibili con le stampanti 3D, anche se una delle chiavi è incompleta (il pattern dei fori rimane nascosto dall'altro lato). Diversi appassionati hanno provato con grande successo le copie di plastica, tuttavia rimaneva l'ottava chiave di Safe Skies. Non esistono immagini né specifiche, quindi questo trio di hacker ha deciso di finire il lavoro con le cattive. Hanno acquistato legalmente diverse serrature di un modello commercializzato da Safe Skies, che aveva un fatale errore di progettazione: la serratura non viene fornita con le chiavi per l'utente, e può accettare solo un tipo di chiave... o meglio, per estensione, è la chiave maestra della TSA.

Conclusioni

In sintesi: la richiesta di una «backdoor» da parte di un'autorità superiore, unita al concetto di «escrow» che coinvolge un terzo, e la disastrosa mancanza di cura da parte di quel terzo, hanno distrutto ogni idea di sicurezza sui bagagli in territorio statunitense. Come se non bastasse, la TSA ha dichiarato che la clonazione delle chiavi non rappresenta una minaccia per la sicurezza aerea, né causa una diminuzione della sicurezza fisica dei bagagli mentre sono sotto il controllo della TSA. Insomma... le otto chiavi sono in circolazione. Se hai una stampante 3D e una serratura compatibile, puoi fare la prova.

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