Il Museo de Historia de la Computación ha presentato il 26 settembre 2026 a Majadas de Tiétar, in provincia di Cáceres, una replica funzionante a grandezza naturale del Cray-1. La caratteristica forma a C del supercomputer storico ospita un cluster distribuito di 30 Mac mini del 2012: sono loro a svolgere i calcoli.

Trenta Mac mini formano il cluster

I 30 computer costituiscono 30 nodi e totalizzano 64 core. Un cluster distribuito mette in rete più computer perché collaborino ai calcoli; in questa installazione i Mac mini funzionano con UNIX.

Al cluster il progetto attribuisce una capacità complessiva di 1,5 teraFLOPS. La cifra riguarda la configurazione della replica, non una misura delle prestazioni del Cray-1 originale.

La forma del Cray-1, nei colori dell’Estremadura

Il Cray-1 originale, progettato da Seymour Cray e presentato nel 1976, è ricordato anche per il suo profilo a C. La replica ne riproduce l’aspetto esterno a grandezza naturale, con finiture verdi, bianche e nere, i colori della bandiera dell’Estremadura.

Il sistema di raffreddamento si basa sulla convezione: il calore si disperde dal basso verso l’alto attraverso supporti in alluminio e uno chassis metallico. La costruzione ha richiesto più di un anno e mezzo.

Console e altri sistemi del museo

Una console in stile rétro con tre schermi può controllare anche due sistemi originali Cray CX1 del 2004 appartenenti alla collezione del museo. Un Raspberry Pi con un emulatore per sistemi più datati fa parte della stessa installazione, ma è distinto dal cluster di Mac mini.

Per il 3 ottobre 2026 era stata annunciata una presentazione a distanza da Majadas de Tiétar durante una conferenza a Torino organizzata dal Museo Piemontese di Informatica.