Il LBT Yₚ Project stima la frazione in massa di elio primordiale in Yₚ = 0,2458 ± 0,0013. Il valore è una media ponderata ricavata dagli spettri di 15 obiettivi a bassa metallicità: una stima indiretta, non l’osservazione dell’universo nei suoi primi minuti. Lo studio dichiara una precisione relativa dello 0,5%.

Che cosa significano il valore e lo 0,5%

Yₚ indica la frazione della massa della materia ordinaria primordiale attribuita all’elio-4. Il risultato corrisponde a circa il 24,58% in massa; ±0,0013 è l’incertezza assoluta sulla frazione, mentre lo 0,5% è la precisione relativa dichiarata dagli autori. Sono due modi diversi di esprimere la precisione della stessa stima.

Il risultato pubblicato dal LBT Yₚ Project deriva da un’analisi di regioni H II, cioè zone di gas idrogeno ionizzato. Gli astronomi ne hanno studiato gli spettri per inferire l’abbondanza primordiale.

Come è stato selezionato il campione

L’analisi dell’elio è partita da 54 obiettivi di regioni H II povere di metalli. Quarantasette hanno superato il criterio statistico χ² al livello di confidenza del 95%; una successiva selezione per affidabilità ha prodotto il campione preferito di 41 obiettivi.

La media usata per stimare Yₚ si basa su 15 obiettivi ad alto rapporto segnale-rumore, con O/H ≤ 4 × 10⁻⁵. Questa soglia indica un rapporto molto basso tra ossigeno e idrogeno. Gli autori hanno scelto il sottoinsieme a metallicità più bassa per ridurre la necessità di estrapolare la relazione tra elio e ossigeno fino al valore primordiale.

Come gli spettri permettono di stimare l’elio primordiale

Il gruppo ha modellato i rapporti tra le righe di emissione dell’elio e dell’idrogeno, stimando insieme l’abbondanza e le condizioni fisiche del gas con un metodo Monte Carlo a catene di Markov (MCMC). L’analisi ha considerato fino a otto rapporti di righe dell’elio e 15 dell’idrogeno.

Gli autori hanno escluso le righe dell’elio He I λ5016 e λ7281: i flussi osservati mostravano una distorsione sistematica rispetto al modello. La stima finale nasce quindi da spettri di gas ionizzato osservato, usati per ricostruire l’abbondanza dell’elio nelle condizioni primordiali.

Il confronto con la nucleosintesi del Big Bang

La lezione di Paul Francis sulla nucleosintesi primordiale e sul collo di bottiglia del deuterio

La nucleosintesi del Big Bang (BBN) è il modello delle reazioni nucleari avvenute nell’universo primordiale. Per la frazione in massa dell’elio, il LBT Yₚ Project riporta una previsione standard di Yₚ = 0,2467 ± 0,0002, basata sulla densità barionica determinata da Planck. Lo studio giudica questo valore in buon accordo con la stima ricavata dagli spettri.

ConfrontoYₚSignificato
Stima del LBT Yₚ Project0,2458 ± 0,0013Media ponderata di 15 obiettivi a bassa metallicità
Previsione standard della BBN0,2467 ± 0,0002Previsione basata sulla densità barionica di Planck

La quantità di elio prevista dalla BBN dipende da condizioni dell’universo primordiale, tra cui la densità barionica, la vita media dei neutroni e il contenuto di particelle relativistiche. Per questo, il confronto tra stima e previsione può aiutare a vincolare quei parametri e il numero effettivo di specie di neutrini.

La lezione in inglese di Paul Francis ripercorre la nucleosintesi primordiale e spiega il collo di bottiglia del deuterio: all’inizio i fotoni energetici distruggono il deuterio appena formato; quando l’universo si raffredda, il deuterio può sopravvivere e partecipare alle reazioni che portano all’elio.