Immich è un software per gestire foto e video da un server amministrato dall’utente, con app per iOS e Android e un’interfaccia web. La libreria resta sul server di casa, ma manutenzione e copie di sicurezza spettano a chi lo gestisce.
Nel suo racconto pubblicato da XDA, João Carrasqueira dice di usare Immich con la moglie dopo aver affidato in precedenza le proprie foto a OneDrive e Google Photos. Descrive una libreria ricca di strumenti, ma anche un primo avvio che può richiedere un po’ di lavoro.
In questo articolo
- Cosa offre Immich come libreria fotografica
- Cosa comporta ospitare la libreria sul proprio server
- Un deployment con OpenMediaVault 8
- Cosa salva l’esempio Borg di Immich
Cosa offre Immich come libreria fotografica
Carrasqueira descrive una timeline ordinata per data, con indicatori per mesi e anni e una sezione dei ricordi. Racconta anche di album condivisi con la moglie e di una mappa che usa i dati di posizione contenuti nei metadati delle foto. Se manca la posizione, la mappa non può ricavarla dalla sola immagine.
Tra gli strumenti citati ci sono la gestione dei file più grandi, l’assegnazione di posizioni a più foto e il confronto tra immagini uguali o simili. Il riconoscimento dei volti e la ricerca intelligente, nel server usato da Carrasqueira, vengono elaborati localmente; l’autore segnala che il riconoscimento dei volti può sbagliare, per esempio con immagini di bassa qualità o scattate da angolazioni insolite.
Cosa comporta ospitare la libreria sul proprio server
Con Immich, chi ospita il servizio deve occuparsi del server e della protezione dei file. Una copia separata è importante per poter recuperare la libreria se il server di casa si guasta. Carrasqueira racconta infatti di conservare anche una copia off-site, cioè in una sede remota, su Backblaze B2.
Il suo esempio non basta a stabilire quanto costi Immich rispetto a un servizio cloud: riguarda una singola configurazione, con una specifica copia di backup. Il punto pratico è che il lavoro di gestione e ridondanza passa a chi amministra il server.
Un deployment con OpenMediaVault 8
Un tutorial di Human Technology in spagnolo mostra un’installazione di Immich tramite Docker Compose su OpenMediaVault 8. La configurazione illustrata comprende il server Immich, il servizio di machine learning, Redis e PostgreSQL. Il tutorial mostra anche l’impostazione dei percorsi di archiviazione e delle variabili del database prima dell’avvio dei servizi.
In quella configurazione, l’interfaccia web viene aperta sulla porta 2283. È il valore usato nel tutorial, non un’impostazione valida per ogni installazione.
Cosa salva l’esempio Borg di Immich
Il modello ufficiale di backup usa Borg, un programma per creare copie versionate: prima salva un dump del database nella directory di upload, poi acquisisce quella directory in uno snapshot insieme ai file. In questo modo, database e contenuti della libreria rientrano nella stessa copia versionata. L’esempio esclude le cartelle thumbs/ ed encoded-video/ e prevede una copia locale su un secondo disco e una copia remota.
Il comando d’inizializzazione del modello è borg init --encryption=none: così com’è scritto, il repository Borg non viene cifrato da Borg. La configurazione di backup va quindi letta insieme a questa impostazione, senza dare per scontato che la copia remota del modello sia cifrata dal repository stesso.