Il 28 ottobre 2026 Mistral ha annunciato Responses API in anteprima pubblica, un’interfaccia per creare applicazioni e agenti con i modelli chat ospitati dall’azienda. Mistral dice che l’API usa il formato Responses di OpenAI; nella sua implementazione, però, è l’applicazione a conservare la cronologia e a eseguire le funzioni richieste dal modello.

Un’anteprima per applicazioni e agenti

Responses API restituisce un elenco di elementi che può contenere messaggi del modello, ragionamento e chiamate a funzione. Gli esempi della documentazione usano Mistral Large 4, già al centro della precedente copertura di NeoTeo sull’anteprima API.

L’endpoint per creare una risposta è POST /v1/responses. L’interfaccia accetta testo, immagini e file. Per elaborare immagini serve un modello con capacità di visione; i file possono arrivare da un URL HTTPS, da una data URL in base64 o da un ID di file caricato. Le capacità di visione e ragionamento dipendono dal modello scelto.

Per le risposte strutturate si possono usare la modalità JSON e JSON Schema tramite text.format. Lo streaming invia eventi per il testo e gli argomenti delle funzioni; il client deve anche gestire gli stati di risposta completed, failed e incomplete, oltre agli eventi di errore. Mistral fornisce esempi SDK per Python e TypeScript e indica MISTRAL_API_KEY come variabile d’ambiente per l’autenticazione. I dettagli sono nella documentazione di Responses API.

Quando il modello chiama una funzione, decide l’applicazione

Il modello restituisce il nome della funzione e i relativi argomenti, ma non la esegue al posto dell’applicazione. Il codice client deve controllare gli argomenti, avviare la funzione e inviarne il risultato con il call_id corrispondente.

Responses API è senza stato: l’applicazione conserva la conversazione e reinvia nella richiesta successiva la cronologia necessaria, compresi gli elementi di output precedenti. In pratica, il ciclo richiede tre passaggi:

  1. Il modello restituisce una chiamata a funzione con nome e argomenti.
  2. L’applicazione valida gli argomenti, esegue la funzione e raccoglie il risultato.
  3. L’app invia il risultato con il call_id corrispondente e ripropone la cronologia nella richiesta successiva.

Il formato Responses di OpenAI offre una base comune per nuove applicazioni e integrazioni già basate su quel formato. Per valutare un passaggio, il codice da controllare è quello che gestisce cronologia e funzioni: in Responses API queste responsabilità restano nell’applicazione.