Il 10 settembre 2026 è stato riferito che OpenAI avrebbe chiesto a membri del Congresso statunitense se i laboratori di IA frontier possano coordinare un rallentamento senza violare le norme antitrust degli Stati Uniti. La risposta decisiva, però, non c’è: le informazioni disponibili non dimostrano che OpenAI abbia ricevuto un’autorizzazione legale, né che esista un accordo industriale per fermare lo sviluppo dell’IA.

La distinzione conta. Una società può decidere autonomamente di rallentare il proprio lavoro; un’intesa tra concorrenti per limitare sviluppo, produzione o uscita di nuovi sistemi è un’altra questione, anche dal punto di vista del diritto della concorrenza.

La domanda che OpenAI avrebbe rivolto al Congresso

La richiesta riportata riguarda la possibilità di coordinare una pausa o un rallentamento tra aziende che competono nello sviluppo dei modelli più avanzati. Non sono stati resi noti né i membri del Congresso coinvolti né il contenuto delle eventuali indicazioni ricevute.

Questo non equivale a dire che il Congresso abbia approvato una pausa. Non equivale nemmeno a una deroga alle norme antitrust o a un parere vincolante. Il punto emerso è una domanda di orientamento su come conciliare due obiettivi potenzialmente in conflitto: ridurre la velocità della corsa ai modelli frontier e permettere ai laboratori di collaborare sulla sicurezza.

Perché si parla di rallentamento volontario

Il 6 settembre 2026 Jakub Pachocki, Chief Scientist di OpenAI, ha pubblicato un intervento in cui sostiene che il progresso dell’IA potrebbe spingersi verso forme di auto-miglioramento ricorsivo: sistemi capaci di contribuire sempre di più allo sviluppo delle generazioni successive.

Pachocki afferma anche che i metodi attuali di allineamento — il lavoro per orientare un sistema verso obiettivi e comportamenti compatibili con quelli umani — e di monitoraggio non sono sufficienti per giustificare indefinitamente uno sviluppo alla massima velocità. Da qui la proposta di rendere comuni rallentamenti volontari fino alla definizione di standard di sicurezza condivisi.

È una motivazione di sicurezza, non la previsione che una perdita di controllo sia imminente. E resta una posizione pubblica di Pachocki: non dimostra che OpenAI abbia già fermato lo sviluppo o che altri laboratori abbiano accettato di seguirla.

Una pausa coordinata non è una decisione unilaterale

OpenAI avrebbe chiesto al Congresso se una pausa dell’IA è legale

Il cuore del problema antitrust sta nel numero di soggetti coinvolti e nel tipo di impegno assunto. Se un solo laboratorio rallenta, non c’è un accordo tra concorrenti. Se più aziende stabiliscono insieme condizioni, soglie e limiti allo sviluppo, nasce invece una relazione tra imprese che può essere analizzata come possibile restrizione orizzontale della concorrenza.

Nel contesto statunitense, una simile intesa potrebbe sollevare questioni ai sensi dello Sherman Act, ma non esiste una conclusione automatica valida per ogni modello di collaborazione. La valutazione dipenderebbe dalla struttura dell’accordo, dagli impegni effettivi e dai suoi effetti.

DimensioneRallentamento unilateralePausa coordinata
Chi agisceUn singolo laboratorio decide per conto proprio.Più laboratori concorrenti concordano condizioni comuni.
Effetto sulla corsa tecnologicaPuò lasciare invariata la pressione competitiva degli altri laboratori.Può affrontare la dinamica della corsa se partecipazione e rispetto delle condizioni sono credibili.
Questione antitrustNon nasce, in partenza, un accordo tra concorrenti.L’intesa può apparire come un limite concordato allo sviluppo o all’output.
Problema praticoIl laboratorio deve gestire internamente test e soglie di sicurezza.Servono regole comuni, verifica, condizioni di avvio e fine e un meccanismo per risolvere le controversie.