Il 17 ottobre 2026 OpenCode ha segnalato un accesso non autorizzato a un sistema legacy collegato a OpenCode Console, avvenuto la notte precedente. L’azienda ha riferito che chiavi API di provider esterni salvate negli spazi di lavoro potevano essere state esposte. La distinzione pratica è tra queste credenziali di Console e quelle inserite nell’app locale con /connect.

OpenCode ha stimato che fosse coinvolto l’1,4% degli utenti di Console, appartenenti al gruppo con provider esterni collegati. Ha dichiarato di averli avvisati via e-mail e che gli utenti che non avevano ricevuto un messaggio non erano coinvolti. L’azienda ha associato l’incidente a un attacco di distillazione su larga scala e ha detto di collaborare con Anthropic, OpenAI e Google per porvi rimedio. OpenCode ha pubblicato questi dettagli il 17 ottobre.

In un’e-mail agli utenti, riportata da Infosecurity Magazine, OpenCode ha indicato le chiavi di provider terzi salvate negli spazi di lavoro come potenzialmente esposte, citando OpenAI e Anthropic come esempi.

Console e /connect usano percorsi diversi per le credenziali

Dax Raad ha chiarito che l’incidente riguardava OpenCode Console, il servizio ospitato, e non il client OpenCode. La documentazione di OpenCode spiega che le credenziali dei provider inserite localmente con /connect vengono archiviate in ~/.local/share/opencode/auth.json. Si tratta di un percorso di archiviazione distinto da quello delle chiavi salvate negli spazi di lavoro di Console.

La risposta di Anthropic

Video in inglese di Code Bear dedicato all’incidente di OpenCode Console

Il 17 ottobre Lydia Hallie ha dichiarato che Anthropic aveva revocato le chiavi API Claude che riteneva coinvolte nell’incidente. La sua dichiarazione descrive l’intervento dell’azienda sulle chiavi che considerava interessate; non estende la revoca agli altri provider. Il commento di Hallie è comparso nella discussione di Dax Raad.

Come controllare e sostituire le chiavi

Per chi ha salvato credenziali in Console, Safeguard raccomanda di censire le chiavi presenti in tutti gli spazi di lavoro, comprese quelle aggiunte da altri amministratori, e di controllare l’utilizzo e la fatturazione dei provider a partire dal 16 ottobre. La sequenza suggerita è creare e distribuire le chiavi sostitutive prima di revocare quelle precedenti, aggiornare tutti i sistemi che usano le credenziali e verificare che le chiavi revocate non superino più l’autenticazione. Safeguard illustra questi passaggi nella propria guida all’incidente.

Un avviso di spesa, da solo, non revoca una chiave: informa il titolare. Un limite di spesa e la revoca sono controlli separati, perciò l’avviso non sostituisce la revoca della credenziale.