Alcune aziende di animazione riescono a posizionarsi molto al di sopra delle altre grazie alla loro visione, creatività e talento, ma dietro tutto ciò ci sono anche strumenti robusti e versatili. Nel caso dello Studio Ghibli, la piattaforma preferita è Toonz, che è sul mercato da oltre vent'anni. Grazie a un recente accordo con la compagnia giapponese Dwango, il prossimo 26 marzo Toonz diventerà OpenToonz, entrando a pieno titolo nel mondo del software open source.
Se non hai ancora visto opere come «Il Viaggio di Chihiro», «Il Castello Errante di Howl» o «La Principessa Mononoke», devo dire che ti stai perdendo molto. I lavori dello Studio Ghibli non hanno scadenza, un risultato difficile da raggiungere nel mercato dell'animazione, e a ogni nuova visione si scopre sempre qualcosa di nuovo. Questi tre eccellenti film hanno un altro elemento in comune oltre al loro creatore: lo strumento principale di animazione, noto come Toonz. Lo sviluppo di Toonz è gestito dall'azienda italiana Digital Video, e la sua reputazione gli ha permesso di raggiungere progetti come Balto, Anastasia e perfino Futurama.
Per più di vent'anni, Toonz è stato uno strumento proprietario, ma recentemente Digital Video ha annunciato uno speciale accordo con l'editore giapponese Dwango, che include l'acquisizione del progetto Toonz, con l'obiettivo di renderlo pubblico sotto un profilo open source. In altre parole: dal prossimo 26 marzo, in piena edizione 2016 della convention AnimeJapan, Toonz si trasformerà in OpenToonz e potrà essere scaricato da appassionati e professionisti di tutto il mondo. L'accordo permetterà a Digital Video di offrire servizi aggiuntivi come installazione, formazione e supporto, oltre a una «edizione premium» di Toonz che si adatterà alle esigenze specifiche di ogni cliente.
Una nuova era per l'animazione
Con il lancio di OpenToonz si spera di avviare una nuova era di cooperazione tra i principali studi di animazione, e il fatto che il nome di Studio Ghibli sia lì non è un dettaglio minore. D'altra parte, Dwango è tecnicamente «Kadokawa Dwango», un vero gigante mediatico in Giappone, e sicuramente c'è una solida strategia dietro l'acquisizione di Toonz. Non resta che aspettare il 26.