Il 15 ottobre 2026 Perplexity ha annunciato la pubblicazione open source di SPACE, la piattaforma sandbox che, secondo l’azienda, alimenta Computer. Il repository la identifica con la licenza Apache 2.0 e descrive ambienti di esecuzione isolati basati su microVM Firecracker. I test di sicurezza riportati da Perplexity distinguono l’isolamento tra macchina virtuale e host dai controlli sul traffico di rete in uscita: i risultati sono diversi per ciascun confine.
Che cosa offre il repository di SPACE
SPACE esegue codice in microVM, cioè macchine virtuali leggere e isolate. Il progetto è scritto in Rust, ma gli sviluppatori interagiscono con esso tramite HTTP ed eventi inviati dal server (SSE): non occorre integrare una libreria Rust. Il repository pubblico di SPACE descrive la licenza Apache 2.0, l’architettura e l’API.
Un modello fornisce l’ambiente di partenza; ogni sandbox è un’istanza con una propria macchina virtuale e un filesystem scrivibile. Le operazioni sul ciclo di vita sono asincrone: l’API restituisce un identificativo da consultare per verificarne lo stato. L’output dei comandi passa invece attraverso una connessione separata, con un token associato alla sessione.
Perplexity afferma che l’accesso alla rete e le credenziali custodite dalla piattaforma sono gestiti all’esterno della sandbox, considerata non attendibile. In questo modo, secondo l’azienda, gli agenti possono collegarsi ai servizi autorizzati senza conservare quelle credenziali nel proprio spazio di lavoro.
Che cosa misurano i test di sicurezza
Nel rapporto di sicurezza datato 23 settembre 2026, Perplexity riporta risultati distinti per l’isolamento della macchina virtuale e per le regole che limitano le connessioni in uscita. Le prove di evasione dalla VM all’host non hanno avuto successo; i bypass di rete, invece, si sono verificati quando era consentito l’accesso parziale ai repository di pacchetti approvati. Il rapporto di Perplexity descrive le condizioni e gli esiti.
| Confine o condizione testata | Esito riportato da Perplexity | Prove |
| Evasione dalla VM all’host | Nessun successo | 0 su 108 |
| Bypass di rete con tutto il traffico in uscita bloccato | Nessun successo | 0 su 54 |
| Bypass di rete con accesso parziale ai repository approvati | 11 bypass riusciti | 11 su 54 |
Quattro modelli hanno avuto successo almeno una volta nella condizione di rete parziale. Perplexity riconduce i bypass a discrepanze tra i domini autorizzati e i controlli basati sugli indirizzi IP: tra i metodi descritti figurano risposte DNS contraffatte e il passaggio attraverso altri servizi raggiungibili sullo stesso IP di un servizio consentito.
L’azienda afferma di aver modificato le difese del gateway, introducendo controlli sugli indirizzi sorgente e verifiche più rigorose dei nomi host. Nei test successivi descritti nel rapporto non è stato recuperato con successo il callback; due esecuzioni programmate si sono interrotte per errori del provider o del trasporto. Sono risultati di prove circoscritte, non una garanzia di isolamento perfetto.
I diversi rapporti con i provider cloud
Perplexity afferma che Akamai ha testato e avviato SPACE sulla propria piattaforma cloud e sta lavorando con Perplexity per portarlo ai clienti. Crusoe collabora per aggiungerlo al portafoglio Managed AI Services. Per CoreWeave, l’annuncio indica invece una guida di configurazione destinata agli sviluppatori che vogliono valutare SPACE su CKS.
SPACE dietro Computer
Perplexity afferma che SPACE ha sostituito il suo precedente provider commerciale di sandbox nel luglio 2026 e da allora alimenta tutte le sessioni di Computer. L’azienda dichiara di creare milioni di sandbox al giorno e di aver ottenuto, nel confronto con lo stesso traffico di produzione, una velocità di creazione da tre a cinque volte superiore a quella del provider precedente.