PhotoCraft ha rilasciato la versione v0.5.0 l’8 ottobre 2026, un nuovo passo per ArtCraft, la suite che riunisce sette app creative open source. Il progetto è ancora nelle prime fasi: due applicazioni sono in alpha iniziale e le altre cinque in sviluppo. I responsabili di PhotoCraft precisano che l’editor non è ancora un sostituto di Photoshop per il lavoro professionale quotidiano.
Le sette app di ArtCraft
ArtCraft abbina ogni applicazione a un diverso ambito creativo e a un software Adobe usato come riferimento per la categoria. La tabella riassume gli stati indicati dal progetto.
| App | Ambito creativo | Riferimento per categoria | Stato indicato |
| PhotoCraft | Modifica delle immagini | Photoshop | Alpha iniziale |
| VectorCraft | Illustrazione vettoriale | Illustrator | In sviluppo |
| FilmCraft | Montaggio video | Premiere Pro | In sviluppo |
| LightCraft | Libreria fotografica e sviluppo RAW | Lightroom | In sviluppo |
| PdfCraft | Gestione dei PDF | Acrobat Pro | Alpha iniziale |
| EffectCraft | Grafica animata ed effetti visivi | After Effects | In sviluppo |
| DesignCraft | Impaginazione e pubblicazione | InDesign | In sviluppo |
ArtCraft indica versioni desktop per macOS, Windows e Linux per tutte e sette le app. Una versione Web è indicata per PhotoCraft, VectorCraft, LightCraft, PdfCraft, EffectCraft e DesignCraft. Il progetto descrive le applicazioni come gratuite e open source e afferma che sono scritte in Rust.
Questi abbinamenti identificano gli ambiti a cui le app si rivolgono; non significano che offrano funzioni equivalenti ai prodotti Adobe. Per PhotoCraft, in particolare, i responsabili parlano ancora di alpha iniziale.
Cosa offre PhotoCraft e quali limiti ha
PhotoCraft comprende strumenti per lavorare con livelli, maschere, livelli di regolazione, stili, testo, pennelli, forme vettoriali e filtri. Il progetto elenca il supporto per PSD e PSB, oltre che per formati come TIFF, PNG, JPEG, WebP, GIF, OpenEXR e AVIF. La presenza di un formato tra quelli supportati non garantisce una resa identica per ogni documento.
Nei test di apertura e nuovo salvataggio descritti dal progetto, il rendering è rimasto uguale per 307 file su 309 in un insieme di file di prova e per 169 su 170 in un secondo insieme misto. I file risalvati, però, non erano identici agli originali byte per byte: il risultato riguarda l’aspetto renderizzato nei casi provati.
I responsabili indicano ancora lacune nelle funzioni generative, nella tipografia, nei flussi di lavoro professionali e nella compatibilità con i plugin; parlano inoltre di circa venti strumenti mancanti. È in questo quadro che definiscono PhotoCraft non ancora adatto a sostituire Photoshop nel lavoro professionale quotidiano.
Automazione, licenza e Claude Opus 5.5
Il motore dei comandi di PhotoCraft è accessibile dall’interfaccia desktop, dalla riga di comando (CLI), da un canale di controllo JSON e da un server MCP. MCP, cioè Model Context Protocol, è un protocollo che permette di collegare strumenti software; la sua presenza qui riguarda l’accesso al motore dei comandi di PhotoCraft.
Il repository di PhotoCraft indica la licenza MIT OR Apache-2.0. Questo riferimento riguarda PhotoCraft, non automaticamente tutte le app della suite.
Un account che si presenta come autore del progetto ha dichiarato di aver usato Claude Opus 5.5 come supporto nello sviluppo delle sette applicazioni.