Il processo tra Qualcomm e Arm è iniziato in Delaware il 5 ottobre 2026 e, il 7 ottobre, è in corso. Qualcomm sostiene che Arm abbia trattenuto strumenti di test dovuti per contratto e divulgato una notifica del 2024 che minacciava di porre fine a una licenza importante; secondo l’azienda, la vicenda ha danneggiato le trattative con Meta. Qualcomm chiede inoltre di sospendere i pagamenti delle royalties per un massimo di cinque anni.

Due procedimenti, due questioni

Il processo con giuria riguarda le accuse contrattuali di Qualcomm e i rimedi che l’azienda chiede al tribunale. In parallelo, la giudice federale Maryellen Noreika esamina se Arm abbia negoziato in buona fede le condizioni per la prossima versione dell’architettura.

Le accuse di Qualcomm e la trattativa con Meta

Qualcomm sostiene che Arm abbia trattenuto strumenti per testare i chip che il contratto prevedeva di fornire. Accusa inoltre Arm di aver divulgato una notifica del 2024 che minacciava la cessazione di una licenza chiave. Secondo Qualcomm, la divulgazione e il ritardo che ne sarebbe seguito hanno danneggiato una trattativa per una possibile fornitura di chip a Meta.

L’avvocata di Qualcomm Karen Dunn ha sostenuto in aula che, quando l’accordo con Meta è stato concluso, il suo valore era diminuito di 170 milioni di dollari. Dunn ha attribuito il calo alla presunta divulgazione e ai ritardi nelle trattative.

La spiegazione di Arm

L’avvocato di Arm Gregg LoCascio ha contestato che Qualcomm abbia dimostrato un danno. Secondo la posizione di Arm, il cambiamento delle condizioni commerciali dipendeva dalla svolta di Meta dai visori per la realtà virtuale verso gli occhiali con intelligenza artificiale. Le due società offrono quindi spiegazioni opposte sul valore della trattativa.

Le cifre sulle royalties discusse in tribunale

Durante la testimonianza dell’amministratore delegato di Qualcomm Cristiano Amon è stato discusso un grafico che indicava un aumento proposto del 1.800% nei pagamenti delle royalties passando dalla versione 9 alla versione 10 dell’architettura Arm. La cifra riguarda quella proposta di licenza.

Nel controesame è emerso anche un termine descritto per un accordo di licenza del 2013: un tetto di 1,88 dollari per chip con almeno cinque core CPU. L’avvocato di Arm ha messo in relazione quel criterio con alcuni chip per data center descritti in aula come dotati di 288 core, sostenendo che 283 core non avrebbero generato un corrispettivo aggiuntivo. Amon ha contestato questa interpretazione.

La sospensione delle royalties richiesta da Qualcomm

Qualcomm chiede di sospendere per un massimo di cinque anni i pagamenti dovuti ad Arm per l’uso della tecnologia concessa in licenza. Il rimedio potrebbe valere miliardi di dollari. Noreika sta valutando se Qualcomm possa perseguire questa richiesta contrattuale.

L’accordo tra Qualcomm e Arm è indicato in vigore fino al 2033. L’apertura del procedimento era stata raccontata anche nella precedente cronaca di NeoTeo.