8,5 milioni di sistemi, miliardi di dollari di perdite... l'«evento CrowdStrike» ha messo a testa in giù il mondo commerciale e finanziario, ma ora iniziano a emergere storie e dettagli sul lento processo di recupero. Risparmiare tempo è un obiettivo fondamentale quando bisogna riportare in vita centinaia di computer, e il team tecnico della filiale australiana di Grant Thornton International ha scoperto un'ottima scorciatoia: usare i codici a barre per inserire rapidamente le chiavi BitLocker sui propri terminali.
Come abbiamo spiegato nel nostro articolo precedente, riparare il guasto causato dall'aggiornamento errato di CrowdStrike non è particolarmente complicato... sempre che si parli di un solo computer. Alcune delle aziende colpite hanno trovato migliaia di terminali fuori combattimento, e anche se Microsoft ha messo un tetto al numero finale (8,5 milioni, per essere più precisi), diciamo che molti hanno perso le vacanze.
Con questo in mente, arriviamo alla filiale australiana di Grant Thornton International (consulenza, audit, servizi fiscali, ecc.), con centinaia di terminali e «non meno di cento server» a disposizione. Oltre a subire l'ira di CrowdStrike, tutti i loro sistemi sono crittografati con BitLocker e protetti tramite LAPS (Local Administrator Password Solution), quindi oltre a riparare i PC, i responsabili devono inserire la chiave di 48 cifre in ogni caso, senza eccezioni.
CrowdStrike, BitLocker e i codici a barre al salvataggio
Ovviamente, il personale di Grant Thornton ha fatto i compiti a casa e ha memorizzato le chiavi BitLocker... ma sono centinaia di computer. L'azienda ha deciso di dare priorità al ripristino dei server e il processo è iniziato manualmente; tuttavia, i terminali avevano bisogno di una soluzione automatica, un dettaglio delicato considerando che le chiavi BitLocker non possono essere distribuite. Leggere una chiave di 48 cifre al telefono non ha molto senso, ma l'ingegnere di sistemi Rob Woltz ha ricordato un dettaglio essenziale: quando un computer si avvia, i lettori di codici a barre si comportano come una tastiera.
Woltz e i suoi colleghi hanno creato uno script speciale che ha convertito tutte le chiavi BitLocker in codici a barre, utilizzando un terminale sicuro. Il resto del lavoro è stato svolto da un lettore USB standard, dal prezzo di 36 dollari. Lunedì scorso, i dipendenti remoti hanno ricevuto istruzioni per portare i propri terminali bloccati al dipartimento IT e collegare il lettore a ciascuno, con l'obiettivo di accelerare l'inserimento delle chiavi BitLocker e delle credenziali LAPS. Con questo metodo, l'errore di CrowdStrike ha consumato in media da 3 a 5 minuti per terminale, mentre la riparazione manuale dei server è durata 20 minuti per ogni operazione.
Sul Web non solo hanno elogiato la soluzione, ma alcuni commenti suggeriscono la possibilità di utilizzare codici QR per automatizzare ulteriormente il processo.
Fonti: The Register, LinkedIn