Il 27 ottobre 2026 TechCrunch ha riferito che Rohit Patel aveva lasciato Meta dopo otto anni e lanciato Ndoc, un workspace di produttività basato sull’IA pensato per riunire presentazioni, analisi, dati e script Python. Patel lo propone come alternativa ai flussi di lavoro d’ufficio frammentati; il reportage descriveva il prodotto in fase di alfa limitata e con un progetto pilota aziendale.

Tre aree per passare dai dati ai risultati

La descrizione di Ndoc riportata da TechCrunch divide il workspace in tre aree. Stage è destinata a presentazioni, dashboard, simulazioni e mini-app. Narrative raccoglie analisi, citazioni numerate, grafici generati e spiegazioni. Model contiene dataset e script Python.

Il flusso descritto parte dal caricamento di un dataset: l’utente può chiedere un’analisi e un testo narrativo, specificando pubblico e tono. Rohit Patel ha descritto anche una memoria che può estendersi alla persona, al documento, al team e all’azienda.

Patel ha indicato la possibilità di esaminare gli script Python e chiedere all’IA di spiegarli come una parte centrale del progetto. L’obiettivo dichiarato è rendere leggibile il lavoro prodotto, invece di lasciare nascosto il processo che porta ai risultati. TechCrunch ha descritto anche l’esportazione in un singolo file .ndoc.html, apribile con un browser; Patel intendeva rendere open source il formato.

Accesso e tappe del lancio

Nel reportage del 27 ottobre 2026, TechCrunch riferiva che Ndoc stava svolgendo un pilota aziendale e aprendo un’alfa limitata a persone in lista d’attesa. La registrazione all’alfa era gratuita; per i clienti, il modello di pagamento descritto si basava sull’utilizzo e sui token.

Nello stesso reportage, Patel auspicava una versione beta nelle settimane successive e indicava il lancio completo per l’anno seguente. Erano tappe previste, non date di rilascio fissate.