Il 2 novembre 2026 The Washington Post ha riferito che SpaceX ed EchoStar avevano discusso, nei mesi precedenti, due possibili strade per entrare nel mercato mobile statunitense: acquistare Boost Mobile oppure accedere alla sua rete. Elon Musk avrebbe incontrato Charlie Ergen, presidente di EchoStar, nell’ottobre 2026.

Acquistare Boost o accedere alla sua rete

EchoStar è la società madre di Boost Mobile. Acquisire l’operatore e negoziare l’uso della sua rete sono però due opzioni diverse: la prima riguarda l’acquisto dell’azienda, la seconda l’accesso alle infrastrutture senza acquisirla.

Il reportage riferiva anche che Musk aveva contattato Verizon, T-Mobile e AT&T per ottenere accesso diretto alle loro reti e che le tre società avevano respinto le proposte.

Perché l’acquisto non garantirebbe l’accesso alla rete

Commento in inglese di Chase the Space sulle trattative e sui possibili vincoli di accesso alla rete.

Secondo quanto riferito, Boost Mobile utilizza infrastrutture in affitto da AT&T e T-Mobile. I contratti di rete generalmente non si trasferiscono a un nuovo proprietario senza il consenso del gestore: un’eventuale acquisizione, quindi, non garantirebbe da sola la prosecuzione di quegli accordi.

Le stime sugli abbonati hanno perimetri diversi. UHN Plus parla di oltre 7,3 milioni di clienti sommando Boost Mobile e Gen Mobile; Chase the Space cita 7,4 milioni per Boost e circa 7,5 milioni includendo Boost e altri marchi. I valori non sono direttamente confrontabili.

Il contesto: satelliti e infrastrutture terrestri

I resoconti descrivono la strategia mobile di SpaceX come una combinazione di satelliti Starlink e rete terrestre. Nel suo commento, Chase the Space richiama il ruolo delle torri cellulari per la copertura negli edifici e nelle aree urbane dense.

La componente terrestre fa parte di un piano più ampio negli Stati Uniti. NeoTeo aveva già riferito che SpaceX cercava accesso ad almeno 80.000 siti cellulari.