La parola «malware» è relativamente moderna, ed è nata dalla necessità di riunire molteplici varianti dannose sotto una descrizione comune. Il malware attuale cerca di rubare dati o ricattare l'utente (tra le altre cose), ma negli anni '80 e '90 il ruolo di questi programmi era molto diverso. Alcuni si presentavano come semplici scherzi, mentre altri trasportavano animazioni o messaggi politici. Il Malware Museum dell'Internet Archive ci permette di esplorare vari esempi di malware antico, senza alcun rischio per i nostri sistemi.
Ricordo ancora perfettamente la follia mediatica legata alla comparsa del virus Michelangelo. I telegiornali parlavano di un'ondata di caos e distruzione che avrebbe colpito milioni di computer, cancellando dati e causando milioni di dollari di perdite... ma alla fine si calcolò che i casi più gravi non superarono i 20mila in tutto il mondo.
Il virus Michelangelo era una variante del classico virus Stoned, la cui versione originale reclamava la legalizzazione della marijuana, senza causare danni al computer. Questa è la differenza principale tra il malware di prima e quello di oggi. Sebbene in molti casi avessero una componente distruttiva, i vecchi virus portavano con sé scherzi, messaggi e persino animazioni.
The Malware Museum: malware classico a un clic di distanza
È ancora possibile trovare esempi che funzionano perfettamente in ambienti MS-DOS, ma se vuoi conoscerli senza dover fare quel lavoro, Internet Archive offre The Malware Museum. Lì potrai vedere un totale di 82 voci con diversi file .com che riproducono i messaggi e le animazioni di alcuni virus. Tutti questi ambienti si basano su DOSBox e, come prevedibile, qualsiasi aspetto dannoso di ciascun virus è stato completamente neutralizzato.
Due dei virus presenti sono «Coffeeshop», che mostra un'enorme foglia di cannabis sullo schermo (i coffeeshop nei Paesi Bassi possono vendere cannabis legalmente, fino a un certo punto), e il virus «Casino», in cui un utente infetto «scommetteva» la FAT del suo disco su una slot machine.
Alcuni di questi esemplari probabilmente strapperanno un sorriso, ma altri continuano a incutere timore anche dopo tutti questi anni... e dopo essere stati disattivati. L'Internet Archive non sembra aver ampliato molto questo museo, ma sicuramente vogliamo che lo faccia. Ci sono molti virus classici che, nonostante la loro nocività originaria, meritano di essere preservati.
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