Il 28 settembre 2026 i ricercatori di TU Graz hanno descritto un metodo che permette a un'app non privilegiata su Android di rilevare eventi e nomi nei file multimediali di WhatsApp. Il canale non dà accesso al contenuto di messaggi, foto o video: segnala l'attività dei file, non ciò che contengono.
Quali attività dei file WhatsApp possono essere osservate
Le notifiche possono riguardare file in arrivo, inviati o eliminati, compresi immagini, video e documenti. I nomi possono suggerire la categoria del file; la cartella in cui si trova può indicare se è stato ricevuto o inviato. Insieme, questi segnali possono delineare una sequenza di attività.
I ricercatori precisano che l'app che osserva riceve nomi e notifiche sugli eventi, non i contenuti dei file. Il metodo descritto, quindi, non permette di leggere il testo delle chat o di vedere le immagini condivise.
Come FileObserver supera la vista protetta di FUSE
Android usa FUSE per offrire alle app una vista separata dello spazio di archiviazione. Di conseguenza, una normale ricerca dei file nella cartella multimediale privata di WhatsApp può apparire vuota a un'altra app. FileObserver, una classe Android che segnala i cambiamenti nei file, può però notificare a un'app non privilegiata gli eventi nella cartella e i relativi nomi, senza che questa riesca a elencarne i contenuti.
Un evento di archiviazione non dà l'ora esatta di arrivo
Una notifica registra un cambiamento nel file system, non necessariamente il momento preciso in cui è arrivato il messaggio associato. L'orario dell'evento può quindi contribuire a ricostruire l'attività dei file, ma non equivale di per sé a un timestamp di consegna del messaggio.
Che cosa indica il progetto sulle correzioni per Android
Il metodo descritto presuppone un'app sullo stesso dispositivo: è questo lo scenario locale considerato dai ricercatori. La sezione sulle correzioni Android nella pagina del progetto riporta «Nessuna». I ricercatori dichiarano inoltre di non essere a conoscenza di sfruttamenti al di fuori dei loro test.