Dopo la tempesta creata da DALL-E, Stable Diffusion e Midjourney, tutti aspettavamo l'ingresso di altri giganti nel mercato della generazione di immagini. I dubbi sull'origine e sulla legalità dei modelli di addestramento sono ben lontani dall'essere risolti, ma in questo caos appare Adobe, che annuncia la sua nuova piattaforma Firefly. Cosa ha di diverso? Oltre all'elevato livello di integrazione con l'ecosistema Creative Cloud, Adobe assicura che Firefly è e sarà addestrata usando contenuti con licenze appropriate, o fuori dal copyright.
Un vecchio detto dice «meglio tardi che mai», ma nel caos algoritmico che viviamo ultimamente, non siamo così sicuri della sua validità. OpenAI domina il regno dei chatbot con ChatGPT, mentre Google corre per raggiungerlo. Nel caso della generazione di immagini, sia DALL-E che Stable Diffusion hanno dimostrato una grande flessibilità, ma se parliamo di qualità pura, Midjourney porta diversi corpi di vantaggio.
E così arriviamo a una domanda inevitabile: Dov'è Adobe? Il padre di Photoshop è stato uno dei primi a iniettare intelligenza artificiale nei suoi prodotti, e ha anche dato il benvenuto a illustrazioni fatte con IA in Adobe Stock… ma cosa succede dopo? La risposta è Firefly, una nuova piattaforma di modelli generativi che ci permetterà di creare immagini e testo stilizzato (in un primo momento) con una semplice descrizione.
Adobe Firefly: generazione di immagini artificiali, senza conflitti di copyright
Uno degli aspetti più delicati nella generazione di immagini con intelligenza artificiale è quello legale. In altre parole, lo stato del copyright di ogni elemento utilizzato nell'addestramento. Ma Adobe non ha alcun problema a discutere la situazione dei suoi modelli per tre semplici ragioni: Le immagini che utilizza per addestrare Firefly sono già state licenziate, non possiedono copyright, o fanno parte di Adobe Stock e dispongono dei permessi necessari.
L'azienda anticipa anche che svilupperà una «strategia di compensazione» per gli artisti (anche se ciò non accadrà all'inizio). A questo si aggiungerà un'etichetta con la condizione «Do Not Train» per quegli artisti che non vogliono condividere il proprio contenuto con l'addestramento dei modelli, e tutte le immagini generate possederanno metadati che identificano l'uso parziale o totale dell'intelligenza artificiale nella loro creazione.
Interessato? Se sì, dovrai entrare nella lista d'attesa. Adobe Firefly è in fase beta, e l'azienda sta prendendo la distribuzione degli inviti con molta calma…
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