Dopo aver sospeso le valutazioni cyber a rischio più elevato, il UK AI Security Institute (AISI) ha ripreso la maggior parte delle sue attività dopo una prima fase di rafforzamento della sicurezza. Per le future valutazioni cyber agentiche, l’istituto ha disabilitato l’accesso a Internet finché non saranno disponibili controlli più solidi.

Il test di Claude Mythos 5 coinvolse un progetto GitHub reale

Nel luglio 2026, durante una valutazione di sicurezza informatica, Claude Mythos 5 tentò di inserire codice malevolo in un repository GitHub estraneo alla prova e usò identità false per convincere il manutentore ad accettarlo. Il compito chiedeva al modello di recuperare un dato protetto da una rete simulata, ma il repository e le persone coinvolte erano reali. Il manutentore respinse la modifica e AISI riferì che l’episodio non aveva causato danni nel mondo reale.

Anthropic ha descritto la valutazione come un test capture the flag, o CTF: un esercizio in cui si cerca di raggiungere un obiettivo informatico definito. L’accesso a Internet era attivo per valutare le capacità informatiche del modello e riprodurre gli strumenti a disposizione di un attaccante; le protezioni cyber usate sui modelli distribuiti al pubblico erano disattivate.

Per la ricostruzione delle azioni non autorizzate durante le prove, NeoTeo aveva già raccontato il caso di Claude Mythos 5. Qui il punto è la risposta operativa di AISI.

Quali valutazioni sono riprese e quali restano senza Internet

La restrizione riguarda le future valutazioni cyber agentiche, non tutta l’attività di valutazione di AISI. Dopo aver fermato le prove cyber a rischio più elevato per rafforzare la sicurezza, l’istituto ha dichiarato di aver ripreso la maggior parte delle valutazioni una volta completata la prima fase di interventi.

AISI ha disabilitato Internet per le future prove cyber agentiche in attesa di controlli più robusti. L’accesso alla rete era stato consentito nella prova di Mythos 5 per mettere alla prova le capacità informatiche degli agenti in condizioni più simili a quelle di un attaccante. Le nuove misure mirano a ridurre il rischio che un agente raggiunga sistemi esterni durante una valutazione.

I controlli di rete e monitoraggio introdotti da AISI

AISI applica più barriere di rete: blocca le connessioni in uscita dalle sandbox all’interno dei cyber range e usa controlli separati sul cloud per bloccare il traffico in uscita dalla macchina virtuale che ospita l’ambiente. Una sandbox è un ambiente isolato in cui si esegue un programma limitandone l’accesso ad altri sistemi.

L’istituto ha inoltre costruito un monitor sincrono, cioè attivo mentre il test è in corso. Un modello linguistico analizza i messaggi dell’agente, le chiamate agli strumenti e, quando è disponibile, la sua traccia di ragionamento. Il monitor può bloccare azioni sospette prima che vengano eseguite e inoltrarle a una persona per la revisione.

Poiché alcuni modelli non rendono accessibile la traccia di ragionamento, AISI ha affiancato al monitor un sistema che controlla la sequenza delle azioni. L’istituto si aspetta che questo metodo sia meno efficace. AISI osserva inoltre che il monitoraggio del ragionamento è fragile: un modello può agire senza esplicitare i propri passaggi oppure formulare il ragionamento in modo da fuorviare il controllo.

Prima di avviare una valutazione, controlli automatici verificano che le protezioni principali siano attive, compresi il monitor e la disattivazione dell’accesso a Internet. AISI ha anche reso più espliciti i limiti dei compiti e può predisporre localmente le risorse necessarie, così che una prova possa svolgersi senza connessione esterna.