Il 21 ottobre 2026 Anthropic ha annunciato la nomina del fisico sperimentale Christopher Stubbs nel Long-Term Benefit Trust, il suo organismo di governance. Anthropic lo ha definito il primo fisico a entrare nel Trust, che può nominare la maggioranza del consiglio di amministrazione e offre consulenza ai vertici su temi come i rischi dell’intelligenza artificiale e i suoi effetti sulla società.
Perché Anthropic ha nominato Christopher Stubbs
Stubbs è professore di fisica e astronomia a Harvard ed è stato preside della facoltà di Scienze dal 2018 al 2024. La sua attività comprende la cosmologia osservativa, cioè lo studio dell’universo attraverso le osservazioni, e le misure di precisione. Ha inoltre ricoperto il ruolo di primo project scientist del Vera C. Rubin Observatory e ha fatto parte dell’High-Z Supernova Search Team.
Anthropic ha citato anche il suo lavoro sulla riproducibilità della ricerca assistita dall’IA: la possibilità di ottenere risultati verificabili e coerenti quando si usano strumenti di intelligenza artificiale nella ricerca. Stubbs fa parte di JASON, un gruppo di scienziati che fornisce consulenza al governo statunitense su difesa e tecnologia. Per Anthropic, il suo percorso scientifico e la sua esperienza con l’IA nella ricerca sono pertinenti al ruolo consultivo del Trust.
Quali poteri ha il Long-Term Benefit Trust
Anthropic afferma che il Trust può nominare la maggioranza dei membri del consiglio e consigliare il consiglio e la dirigenza sulle decisioni importanti, in particolare sui rischi dell’IA e sulle conseguenze per la società. Questo è un ruolo di governance a livello di consiglio: nella descrizione pubblicata nel 2023, Anthropic non prevedeva che il Trust intervenisse nelle decisioni quotidiane o nella normale strategia commerciale.
La descrizione del 2023 definiva la struttura un esperimento e illustrava un percorso graduale per i poteri del Trust. Le azioni Class T, detenute esclusivamente dal Trust, gli avrebbero consentito di eleggere e rimuovere una quota crescente dei membri del consiglio, secondo tappe legate al tempo e ai finanziamenti. Il disegno indicava come obiettivo una maggioranza nel consiglio entro quattro anni dalla pubblicazione.
Lo stesso progetto attribuiva al Trust un’attenzione prevalente alle questioni di lungo periodo e prevedeva che una maggioranza sufficientemente ampia degli azionisti potesse modificare il Trust e i suoi poteri senza il consenso dei fiduciari.