OpenAI ha confermato il 15 settembre 2026 di coordinarsi da diverse settimane con Anthropic e Google DeepMind sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Chris Lehane, responsabile globale delle politiche di OpenAI, ha descritto l’iniziativa come un modo per dare priorità alla sicurezza e ha sostenuto che non serva un’esenzione antitrust. Anthropic e Google DeepMind sono indicate come partecipanti ai colloqui, ma non hanno confermato pubblicamente il loro coinvolgimento.

Il punto decisivo è lo stato dell’iniziativa: ci sono colloqui, proposte e impegni annunciati, non un accordo interaziendale vincolante né un organismo di controllo già operativo.

OpenAI conferma settimane di coordinamento

La conferma di Lehane è arrivata mentre il settore discuteva come valutare i modelli di frontiera, cioè i sistemi più avanzati e capaci. OpenAI ha sostenuto che collaborare su pratiche di sicurezza non richieda una deroga alle norme sulla concorrenza.

La posizione non chiude il confronto giuridico. Andrew Ferguson, presidente della Federal Trade Commission, ha espresso forte diffidenza verso possibili esenzioni antitrust e ha avvertito che potrebbero creare barriere per i nuovi concorrenti. Non è stato concesso alcun lasciapassare antitrust e non è stato accertato alcun cartello o illecito antitrust.

Che cosa propongono le aziende

Guarda l’intervista a Dario Amodei sul rallentamento dell’IA e sui valutatori integrati

Il 12 settembre 2026 Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha proposto di rallentare la velocità con cui aumentano le capacità dei modelli, senza fermare lo sviluppo tecnico. La sua idea di “rallentamento” non equivale quindi a una sospensione della ricerca: l’obiettivo è guadagnare tempo per la sicurezza mentre il progresso continua.

Amodei ha anche proposto valutatori indipendenti integrati nelle aziende di IA. Anthropic ha dichiarato di voler garantire a questi soggetti un accesso continuativo, simile a quello dei dipendenti, agli strumenti, agli ambienti di lavoro e ai permessi necessari per esaminare pratiche di sicurezza, incidenti, pipeline di addestramento e allineamento dei modelli.

Sam Altman ha sostenuto l’idea dei valutatori indipendenti e ha detto che OpenAI avrebbe seguito la stessa direzione. Restano però da definire tempi, perimetro operativo e modalità concrete del programma di OpenAI.

Il 14 luglio 2026 Demis Hassabis, amministratore delegato e cofondatore di Google DeepMind, aveva proposto un organismo statunitense per gli standard dell’IA sul modello della Financial Industry Regulatory Authority. L’idea combina una struttura pubblico-privata o autoregolamentata con esperti tecnici indipendenti e finanziamenti in gran parte provenienti dall’industria.

Nel progetto di Hassabis, i modelli potrebbero essere messi a disposizione volontariamente fino a 30 giorni prima del rilascio per valutazioni su cybersicurezza, minacce biologiche, inganno, aggiramento dei guardrail, allineamento e altri rischi ad alta priorità. Si tratta di una proposta: l’organismo non è stato creato.

Perché la sicurezza riapre il problema della concorrenza

La collaborazione tra aziende rivali può rendere più semplice condividere criteri e controlli. Ma chi stabilisce quei criteri può influenzare anche il mercato: regole costose o accessibili soprattutto ai laboratori più grandi rischiano di aumentare il vantaggio degli operatori già dominanti.

Aidan Gomez, amministratore delegato di Cohere, ha sostenuto che il problema non sia l’esistenza di guardrail, bensì chi li scrive, chi può partecipare e quali interessi proteggono. È la stessa linea di tensione evidenziata dalle critiche alle possibili esenzioni antitrust: la supervisione dovrebbe ridurre i rischi senza trasformarsi in una barriera all’ingresso.

Anche l’indipendenza dei valutatori è centrale. Un controllo integrato nei laboratori può avere accesso a strumenti e dati che un osservatore esterno non vede, ma deve mantenere autonomia sufficiente per segnalare problemi che danneggerebbero l’azienda valutata. Senza criteri pubblici e responsabilità chiare, “valutatore indipendente” rischia di diventare soltanto un’etichetta.

Quattro modelli di supervisione a confronto

Le proposte sul tavolo non sono equivalenti: cambiano il soggetto che valuta, il momento del controllo e il grado di formalizzazione.

PropostaChi valuta o stabilisce le regoleAmbitoStato attuale
Valutatori integratiSquadre indipendenti di terze parti all’interno dei singoli laboratoriPratiche di sicurezza, incidenti, addestramento e allineamentoAnthropic ha annunciato un impegno; OpenAI ha espresso l’intenzione di seguire la stessa direzione, senza tempi e modalità pubblici
Organismo sul modello della FINRAUn ente pubblico-privato o autoregolamentato con esperti tecnici indipendentiTest prima del rilascio e parametri di valutazione aggiornabiliProposto da Demis Hassabis, non istituito
Test tra concorrentiAziende di IA rivali che valutano i modelli altruiCapacità pericolose prima del rilascioProposto da Elon Musk; nessun concorrente nominato ha accettato
Verifica prevista dal FRONTIER ActOrganizzazioni indipendenti di verifica nell’ambito di un quadro federaleValutazioni sulla sicurezza dei laboratori più avanzatiOpenAI sostiene la disposizione; la legge non è stata approvata

Che cosa succede adesso

Il prossimo passaggio non è un lancio già fissato, ma la trasformazione delle proposte in regole applicabili: definire chi può valutare i modelli, quali dati deve poter consultare, come vengono pubblicati i risultati e chi interviene quando emerge un rischio.

La questione antitrust resta intrecciata a ogni scelta. OpenAI difende il coordinamento sulla sicurezza senza ritenere necessaria un’esenzione; Amodei ha invece discusso la possibilità che alcune forme di cooperazione richiedano una protezione giuridica limitata. Nessuna esenzione è stata concessa.

Per ora, il risultato concreto è la conferma di settimane di colloqui e un insieme di proposte diverse: valutatori integrati, test prima del rilascio, verifiche tra concorrenti e supervisione federale. La partita consiste nel rendere i controlli abbastanza indipendenti da proteggere il pubblico, senza consegnare ai laboratori dominanti il potere esclusivo di scrivere le regole del mercato.