Il 27 ottobre 2026 Anthropic ha riferito che un suo modello interno di ricerca non rilasciato ha prodotto cinque catene di exploit contro Chrome, Safari, Android, Windows e Linux. I risultati non sono cinque esecuzioni di codice: nel resoconto, le catene vanno dall’accesso ai dati al blocco di un sistema, con effetti diversi a seconda dell’obiettivo. Anthropic non ha reso pubblico il nome del modello. Il suo resoconto attribuisce le prove al proprio Frontier Red Team.

Che cosa ha ottenuto ciascuna catena

  • Chrome: Anthropic descrive un’esecuzione di codice da remoto fuori dalla sandbox, l’ambiente isolato del browser. In una prova di concetto, la Calcolatrice di macOS si aprì pochi secondi dopo il caricamento di una pagina in Chrome con la configurazione predefinita. Anthropic riferisce inoltre che Google aveva assegnato e corretto 62 CVE entro Chrome 156; tutte erano classificate come critiche o ad alta gravità, 13 riguardavano l’uscita dalla sandbox e 21 potevano compromettere il renderer, il componente che visualizza le pagine. Per gli aggiornamenti del browser, NeoTeo ha ricostruito anche l’annuncio delle 52 correzioni per Chrome desktop.
  • Safari: la catena avrebbe aggirato la politica same-origin, che limita l’accesso di una pagina ai dati di altri siti, per raggiungere cronologia, cookie, dati di sessione e contenuti autenticati. Anthropic la descrive come un attacco ai dati, senza esecuzione arbitraria di codice.
  • Android: tre vulnerabilità concatenate avrebbero permesso di superare protezioni della schermata di blocco ed estrarre foto e altri dati via USB da un telefono rubato e bloccato. Il team di ricerca ha condotto la prova su un Google Pixel 9 fisico.
  • Windows: Anthropic descrive CVE-2026-33096 come una vulnerabilità nel componente QUIC del kernel di Windows, sfruttabile da remoto per provocare ripetutamente il blocco e il riavvio del sistema. L’effetto indicato è un denial of service, cioè un’interruzione del servizio, non l’esecuzione di codice.
  • Linux: Anthropic attribuisce a CVE-2026-98432 una race condition, ossia una competizione tra operazioni simultanee, e un use-after-free nel networking del kernel. Secondo il resoconto, la catena poteva portare all’esecuzione remota di comandi con privilegi di root, senza credenziali né interazione dell’utente. Nella prova di concetto occorsero 48 minuti per rivelare un puntatore del kernel e altri cinque per arrivare ai comandi shell.

Il ruolo delle persone e degli strumenti

Anthropic descrive un flusso di ricerca avviato con prompt umani e affiancato da strumenti di scansione, un debugger, un fuzzer, un ambiente di esecuzione isolato, monitoraggio della copertura del codice e analisi delle varianti. La società definisce limitato l’intervento umano, non assente: il modello operava all’interno di un processo preparato per trovare, verificare e valutare le vulnerabilità.

Che cosa descrive Red Hat per la CVE Linux

La scheda di Red Hat associa l’identificatore CVE-2026-98432 a una race condition nella rete TCP IPv4, legata a richieste di connessione ritrasmesse o alla migrazione dei socket. Indica come possibili effetti il blocco del sistema o una potenziale corruzione della memoria. La descrizione tecnica e l’impatto differiscono da quelli attribuiti da Anthropic alla catena Linux.

Anthropic afferma di aver segnalato le vulnerabilità ai rispettivi fornitori secondo una procedura di divulgazione coordinata. La società descrive le catene come prove di concetto e il suo resoconto non riferisce che siano state usate in attacchi reali. La procedura di divulgazione descritta da Anthropic concede ai fornitori 90 giorni per correggere una vulnerabilità e altri 45 giorni prima che la società discuta dettagli oltre quelli degli avvisi pubblici.