Nel caso descritto da AWS insieme a MoEngage, AgentCore Gateway trasforma specifiche OpenAPI esistenti in strumenti MCP che gli agenti interni possono richiamare con permessi gestiti lato server. API, identità dell’agente e percorso di rete sono così trattati in livelli distinti.
Dalle specifiche API agli strumenti per gli agenti
OpenAPI è un formato per descrivere le operazioni di un’API. Secondo il resoconto di AWS e MoEngage, i team annotano le specifiche già in uso con x-moe-mcp; AgentCore Gateway registra le specifiche e genera strumenti compatibili con il Model Context Protocol (MCP), il protocollo usato per rendere disponibili agli agenti strumenti da richiamare.
L’esposizione è facoltativa: la procedura di integrazione verifica l’annotazione, registra la destinazione nel gateway e applica la relativa policy. I team possono usare flag separati per l’esposizione interna ed esterna. In questo modo, aggiungere una API al catalogo non significa renderla automaticamente accessibile a ogni agente.
Il resoconto distingue circa 400 API REST interne da circa 400 operazioni registrate nel gateway. Le API, sviluppate da 25 team, sono distribuite in sette regioni AWS; il gateway serve 10 agenti interni.
Ruoli IAM e policy Cedar regolano l’accesso
Ogni agente interno usa un proprio ruolo di AWS Identity and Access Management (IAM). Le policy scritte nel linguaggio Cedar stabiliscono quali strumenti quel ruolo può vedere e chiamare. La valutazione avviene lato server, prima che l’elenco degli strumenti venga restituito all’agente.
Nel caso di controllo qualità di una campagna descritto nell’account, la policy consente gli strumenti di lettura della campagna e vieta le operazioni di scrittura. È un esempio concreto della separazione fra ciò che un agente può consultare e ciò che può modificare.
Il contesto di tenant, utente, ruolo e database viaggia in intestazioni X-MOE-*, non come argomento modificabile del tool esposto al modello. Secondo il resoconto, la ricerca e l’elenco degli strumenti non trasportano l’identità del tenant; questa viene invece inclusa nella chiamata tools/call.
Anche l’autenticazione cambia a seconda del servizio. Gli agenti interni firmano le richieste al gateway con SigV4 usando i ruoli IAM. Il servizio MCP pubblico distinto usa invece token OIDC JWT su AgentCore Runtime.
La richiesta attraversa una rete privata
Nel percorso descritto, i servizi degli agenti inviano richieste HTTPS a un endpoint di interfaccia VPC con DNS privato. AgentCore Gateway usa poi l’egress gestito tramite Amazon VPC Lattice per raggiungere le API interne. AWS descrive questo percorso come privo di endpoint pubblici.
Questa è la topologia riportata per l’implementazione di MoEngage: non una garanzia generale per ogni configurazione di AgentCore Gateway. La rete privata costituisce un livello distinto dalle policy Cedar, che regolano la visibilità e l’uso degli strumenti.
La ricerca seleziona gli strumenti pertinenti
Con circa 400 operazioni nel catalogo, fornire in ogni richiesta l’intero elenco può occupare spazio nel contesto del modello. La libreria client di MoEngage offre perciò search_tools, un meta-strumento che usa la ricerca semantica per restituire strumenti candidati in base al compito descritto dall’agente. L’account stima circa 50 token di schema per strumento e oltre 20.000 token per l’intero catalogo: valori indicativi, non un benchmark misurato.
Il flusso combina quindi due passaggi diversi: Cedar limita gli strumenti accessibili in base al ruolo; search_tools aiuta a trovare quelli pertinenti al compito fra le opzioni disponibili. L’account cita come esempi il controllo delle campagne prima del lancio, il monitoraggio dello stato di consegna e la creazione di segmenti in linguaggio naturale.
L’impegno dichiarato da MoEngage
MoEngage stima di aver risparmiato circa sei mesi di lavoro di ingegneria della piattaforma evitando di gestire oltre 20 server MCP separati e di configurare la rete per ogni API. L’azienda riferisce inoltre che integrare una nuova API richiede ore di annotazione delle specifiche, invece dei giorni precedentemente necessari per la configurazione di rete e la revisione di sicurezza.
Sono stime e confronti di processo attribuiti a MoEngage. L’account non riporta misurazioni di latenza: il confronto fra ore e giorni riguarda l’integrazione delle API, non la velocità delle chiamate degli agenti.