Per controllare con SynthID un’immagine, un video o un audio in Gemini, accedi con un account idoneo, allega un solo file e chiedi se Google AI lo ha creato o modificato. La risposta riguarda la presenza di una filigrana SynthID, non stabilisce da sola l’origine dell’intero contenuto. Google descrive la procedura e i suoi requisiti nella guida di Gemini.

Controllare un file in Gemini

  1. Accedi a Gemini con un account personale oppure con un account Google Workspace idoneo. Se usi l’app, installa la versione più recente.
  2. Allega un file: puoi caricarlo dal dispositivo, da Google Foto o da Google Drive. Gemini accetta un’immagine, un video o un audio per volta. Per usare Drive, Keep Activity deve essere attiva e Google Workspace deve essere connesso a Gemini Apps.
  3. Fai una domanda precisa, per esempio se Google AI ha creato o modificato il file. Una richiesta specifica aiuta a ottenere una risposta pertinente al controllo SynthID.

Per verificare una schermata che contiene un’immagine, Google consiglia di ritagliarla attorno all’immagine ed evitare collage con più immagini distinte.

Gemini e SynthID Detector hanno ambiti diversi

Google ha annunciato il 7 ottobre 2026 l’accesso pubblico a SynthID Detector in tutto il mondo in inglese. Il portale è descritto come uno strumento per controllare immagini, video e audio; nell’annuncio Google ha indicato OpenAI, NVIDIA e Kakao tra i partner. Leggi l’annuncio di Google. NeoTeo ha già raccontato l’apertura pubblica di SynthID Detector.

La verifica in Gemini è un’interfaccia distinta: secondo la guida Google, al momento Gemini riconosce SynthID soltanto nei contenuti creati con strumenti di Google AI. L’elenco dei partner annunciato per il portale pubblico non descrive quindi il perimetro della verifica in Gemini.

Come interpretare il risultato

Un rilevamento in Gemini indica che tutto o una parte dell’immagine o del video è stato creato o modificato con Google AI. Non significa necessariamente che l’intero contenuto sia stato generato da zero. Nei video, Gemini può segnalare le porzioni in cui ha rilevato SynthID: questo non vuol dire che ogni fotogramma della porzione contenga la filigrana.

Se Gemini non rileva SynthID, significa che non ha trovato una filigrana Google. Il file potrebbe comunque provenire da un altro sistema di IA; inoltre, modifiche ripetute possono rendere la filigrana più difficile da rilevare. Un esito incerto può dipendere da dettagli insufficienti o da una modifica troppo piccola per lasciare un segnale rilevabile.

Un video pubblicato il 15 ottobre 2026 da AI with Surya ha riferito il rilevamento di sei degli otto file che il creator descriveva come dotati di filigrana. Nel resoconto, il rilevamento sarebbe rimasto possibile dopo una compressione simile a quella di WhatsApp e un filtro in stile Instagram con didascalia; il creator ha anche riportato mancati rilevamenti per un’immagine inserita in una schermata di telefono e per un video Veo ripubblicato in verticale. È l’esito riferito dal creator nel suo video, non un tasso generale di accuratezza.

Limiti di file e quote in Gemini

Per Gemini Apps, Google indica un limite di 100 MB per file, video inferiori a 90 secondi e audio di durata inferiore a un’ora. In una finestra mobile di 24 ore, le quote approssimative sono 10 verifiche di immagini, 10 di video per un totale di cinque minuti e 10 di audio per un totale di tre ore. Si tratta dei limiti di Gemini Apps, non di requisiti da attribuire automaticamente al portale SynthID Detector.

Google segnala inoltre che ridimensionamento, cambi di colore e compressione di solito non eliminano la filigrana, ma alterazioni ripetute possono renderla non rilevabile. Perciò un mancato rilevamento va inteso come assenza di un segnale SynthID riconosciuto da Gemini, non come prova che il file sia stato creato senza IA.

SynthID e Content Credentials

SynthID è una filigrana incorporata nei contenuti supportati. Le Content Credentials, invece, sono metadati che possono descrivere la provenienza di un file, la sua cronologia di modifica e l’eventuale uso dell’IA. Le due informazioni sono distinte: le credenziali compatibili possono riguardare contenuti creati con o senza IA e, da sole, non dimostrano che un file sia stato generato dall’intelligenza artificiale.

Google ha introdotto SynthID nel 2023; il portale SynthID Detector è stato lanciato per i primi tester nel 2025, prima dell’annuncio di accesso pubblico del 7 ottobre 2026. Google DeepMind ricostruisce la cronologia di SynthID e Google annunciò il portale per i primi tester nel maggio 2025.