CoreWeave ha portato in produzione sette rack NVIDIA Vera Rubin NVL72, distribuiti su due regioni, per un totale di 504 GPU Rubin. Il passaggio oltre il singolo rack è il vero punto della notizia: in un sistema AI di queste dimensioni, rete, alimentazione, raffreddamento, storage e gestione dei guasti entrano direttamente nel progetto del calcolo.

CoreWeave porta Vera Rubin oltre un solo rack

Il conteggio è semplice: ogni NVL72 integra 72 GPU Rubin e sette rack fanno 504 GPU. Il risultato non descrive una scheda grafica per PC, ma una piattaforma rack-scale pensata da NVIDIA per addestramento, inferenza, ragionamento e carichi di lavoro di intelligenza artificiale agentica.

Il salto operativo arriva quando più rack devono lavorare insieme. Un rallentamento nella rete o un problema termico può incidere su un carico distribuito intero, non soltanto su una macchina isolata. Per questo CoreWeave tratta il rack come un'unità operativa e costruisce attorno a esso una serie di sistemi software e infrastrutturali.

Cosa contiene un NVIDIA Vera Rubin NVL72

NVIDIA descrive il Vera Rubin NVL72 come un sistema composto da più elementi coordinati: GPU Rubin, CPU Vera, switch NVLink 6, SuperNIC ConnectX-9, DPU BlueField-4 e piattaforma Ethernet Spectrum-X. Il rack usa inoltre raffreddamento a liquido e storage ad alta velocità.

ElementoValore pubblicatoAmbito
GPU Rubin72Per rack NVL72
CPU Vera36Per rack NVL72
Memoria HBM420,7 TBConfigurazione pubblicata del rack
Banda della memoria HBM41.400 TB/sConfigurazione pubblicata del rack
Banda NVLink216 TB/sValore bidirezionale pubblicato per NVL72
Banda NVLink-C2C65 TB/sValore pubblicato per NVL72
Core CPU3.168 core e 6.336 threadConfigurazione pubblicata del rack
Memoria CPUFino a 54 TB LPDDR5XConfigurazione pubblicata del rack

Questa impostazione chiarisce perché Vera Rubin non sia una GPU gaming destinata ai consumatori. NVIDIA la presenta come infrastruttura AI per data center, con componenti di calcolo, interconnessione, rete e gestione progettati per funzionare come un insieme.

Quando la rete diventa parte del computer

Il video mostra l'architettura rack-scale di Vera Rubin, il raffreddamento a liquido e la sostituzione modulare dei compute tray.

La rete di CoreWeave è descritta come a due livelli e non bloccante, con più rail e piani di comunicazione. Ogni GPU Rubin dispone di due SuperNIC ConnectX-9 e CoreWeave dichiara fino a 1,6 Tbps di connettività scale-out per GPU.

In pratica, la rete non serve soltanto a collegare server separati: deve mantenere sincronizzati i componenti che partecipano allo stesso carico AI. CoreWeave sottopone i sistemi anche a test in cui disabilita i collegamenti GPU-GPU più veloci e forza il traffico sulla rete posteriore. L'obiettivo è far emergere problemi in switch, cavi, software e altri componenti della rete.

CoreWeave indica inoltre una capacità architetturale di circa 128.000 GPU per rail. È una scala progettuale della rete, non il numero di GPU presenti nel deployment attuale: i rack Vera Rubin messi in produzione sono sette, per 504 GPU complessive.

La gestione del rack è anch'essa software

Per amministrare l'infrastruttura, CoreWeave usa Racky per la gestione unificata del rack, Valvey per il controllo programmabile delle valvole del raffreddamento a liquido e il Rack LifeCycle Controller per le operazioni sull'intero ciclo di vita del sistema.

Questi strumenti servono a trattare il rack come un oggetto operativo standardizzato: installazione, controllo termico, manutenzione e gestione dei guasti devono essere coordinati senza trasformare ogni rack in un progetto artigianale. È una differenza importante rispetto all'idea di aggiungere semplicemente altre GPU a un server.

Il raffreddamento è parte dello stesso problema. I rack Vera Rubin usano circuiti a liquido e piastre a contatto diretto con i componenti di calcolo; la temperatura non è quindi un dettaglio accessorio, ma una condizione da governare insieme a rete e alimentazione.

Avvicinare i dati alle GPU

La parte storage ruota attorno a LOTA, il Local Object Transport Accelerator di CoreWeave. Il sistema fornisce un endpoint NVMe locale al calcolo per i dati degli oggetti conservati nella cache, riducendo il percorso tra dati e GPU.

CoreWeave sostiene che LOTA possa ridurre di otto volte la latenza rispetto alla lettura diretta da uno storage a oggetti tradizionale e raggiungere fino a 7 GB/s per GPU, quando carico di lavoro e condizioni della cache lo consentono. La stessa architettura comprende storage a oggetti, accelerazione delle scritture tra regioni e un livello Archive.

CoreWeave afferma anche che la migrazione dei dati a oggetti tra regioni si completa normalmente entro 72 ore mentre i carichi continuano a usare la copia durevole locale. In questo modello, la posizione dei dati diventa una variabile del calcolo: spostare un dataset non è più un'operazione separata dal lavoro delle GPU, ma parte della sua organizzazione operativa.

La produzione di sette rack mostra quindi un cambio di scala concreto per Vera Rubin: 504 GPU devono funzionare come un ambiente coordinato, con rete, raffreddamento, gestione del rack e accesso ai dati progettati intorno allo stesso carico AI.