Recentemente abbiamo parlato di una potenziale crisi di sicurezza nel kernel Linux. Gli esperti hanno dibattuto a lungo, ma i bug continuano a comparire, e l'ultimo è rimasto in fuga per quasi un decennio.
Conosciuto come Dirty COW o CVE-2016-5195, questo bug permette a un utente di elevare i propri privilegi in questione di secondi, ma non è tutto. Dirty COW è stato individuato per la prima volta undici anni fa, lo stesso Linus Torvalds ha cercato di correggerlo, un aggiornamento successivo ha causato una regressione, ed è rimasto nel limbo digitale da allora.
Dettagli tecnici
Il “nome artistico” della vulnerabilità è Dirty COW, tecnicamente conosciuta come CVE-2016-5195. La sua descrizione avanzata parla di una condizione di gara (abbastanza comune) rilevata nel modo in cui il sottosistema di memoria del kernel gestisce una tecnica di duplicazione chiamata Copy-On-Write. Attraverso questa fessura, un utente può ottenere accesso in scrittura a mappe di memoria che normalmente sarebbero di sola lettura, portando a un'elevazione dei privilegi.
La scoperta
Il ricercatore e sviluppatore Phil Oester è stato colui che ha scoperto l'exploit, che identifica come “compilato con GCC 4.8.5 con data 20150623”, anche se ciò non impedisce che tale exploit sia da tempo sul Web, a causa dell'anzianità del bug.
L'età del bug
Quanto è vecchio? Secondo lo stesso Linus Torvalds, undici anni, e ammette che la sua correzione è stata piuttosto scadente. Perché? Perché un aggiornamento successivo lo ha riportato, ed è tra noi dal 2007.
Correzione e aggiornamenti
Come previsto, Dirty COW è già stato corretto dai responsabili del kernel, ma ora è tempo di effettuare aggiornamenti, che ovviamente non arriveranno a tutti i dispositivi interessati. Gli utenti delle distro dovrebbero ricevere gli avvisi necessari, tuttavia, il fatto che esistano milioni di sistemi con Linux incapaci di ricevere aggiornamenti ci ricorda quanto delicata possa essere una falla di sicurezza nel kernel.