Ci è successo con film, serie, video musicali e persino televisione in diretta: qualcuno sta parlando, lo osserviamo durante il processo, crediamo che abbia detto una parola specifica... ma il movimento delle sue labbra non coincide del tutto. Benvenuto nell'effetto McGurk, un fenomeno in grado di distorcere la percezione del parlato. In altre parole, il «feedback» ricevuto attraverso gli occhi può collocare suoni nelle nostre orecchie che non sono mai stati riprodotti.

Effetto McGurk: quando gli occhi ingannano le orecchie
Effetto McGurk

Alcune persone sono particolarmente chiare quando parlano. Altre hanno un accento così pesante e marcato che quasi abbiamo bisogno dei sottotitoli. E poi ci sono quelle che sembrano dire qualcosa... e in realtà dicono un'altra cosa. È una semplice questione di ricevere dati e interpretarli in modo errato. Un grande esempio sono le illusioni ottiche, che in generale ci fanno vedere cose che non esistono, ma indovinate? Il rapporto occhi-cervello può installare suoni nelle nostre orecchie che non sono mai stati emessi. Il nome ufficiale per questa illusione uditiva è l'«effetto McGurk».

Effetto McGurk: quando gli occhi hanno priorità

Nel primo video, la ragazza sta ripetendo la parola «bar». Sembra «bar», e i nostri occhi sembrano confermare attraverso il movimento delle labbra che effettivamente è «bar». Ora, quando riproduciamo il secondo video, la combinazione orecchie-occhi-cervello indica che la parola ripetuta è «far»... ma è un errore: quello che dice è «bar», esattamente come nel primo video.

L'effetto McGurk è una prova contundente del conflitto che nasce tra due sistemi sensoriali quando interpretano la stessa informazione, e dell'influenza di uno sull'altro. In questo caso, gli occhi guadagnano priorità sulle orecchie.

Il modo più efficace per contrastare l'effetto McGurk è chiudere gli occhi, lasciando libero il percorso all'elaborazione con l'orecchio. Un altro dettaglio molto sorprendente è che la nostra conoscenza dell'effetto McGurk non ne riduce l'impatto, e funziona perfettamente ogni volta. Il cervello umano fa tutto il possibile per risolvere le differenze sensoriali, e in certe occasioni il suo risultato è lontano dall'essere ottimale...