Mentre sul Web compaiono idee che combinano Pokémon GO con il visore HoloLens e Microsoft fa tutto il possibile per attirare più utenti su Windows 10, l'eccellente divisione di ricerca di Redmond continua a sviluppare tecnologie che potrebbero riscrivere diverse regole della realtà virtuale, della realtà aumentata e della telepresenza. Stavolta ci imbattiamo nel progetto Fusion4D, un sistema di cattura di movimenti complessi in alta definizione, con filtraggio automatico del rumore e in tempo reale.
Il riconoscimento dei gesti, la cattura del movimento, le videocamere ad alta velocità e definizione estrema, e naturalmente chi ha la capacità di sfruttare al massimo questi strumenti, hanno inaugurato una nuova era nello sviluppo di film, videogiochi, serie e applicazioni. Un esempio concreto di questi progressi arriva da Hellblade, titolo che abbiamo esplorato un po' più da vicino lo scorso aprile e il cui 'dietro le quinte' mostra diversi dettagli tecnici davvero impressionanti. La parte migliore è che l'hardware non è l'unico protagonista: il software è sempre più flessibile, preciso e intelligente, e prima o poi aiuta a ottenere produzioni di qualità superiore con costi inferiori. Alcune tecnologie sono ancora chiuse in laboratorio, ma grazie a divisioni come Microsoft Research possiamo vedere cosa ci aspetta. Oggi tocca a Fusion4D.
La descrizione ufficiale di Fusion4D è più o meno «cattura ad alte prestazioni di scene impegnative in tempo reale», ma questa introduzione non rende giustizia a ciò che vediamo nel video. In pratica, abbiamo a che fare con un algoritmo capace di eseguire ricostruzioni coerenti e dinamiche di alta qualità in tempo reale. Sono processi molto complessi, soprattutto quando si considerano “catture non rigide” con un alto profilo di casualità, come ad esempio il movimento della gonna di un vestito.
Nella demo mostrata nel video, il modello 3D è stato generato da otto telecamere di profondità, sulle quali vengono combinati frame RGB, dati di profondità e segmentazione, aiutando nel processo di texturizzazione. La capacità di apprendimento dell'algoritmo si traduce in un filtraggio del rumore sorprendente.
Il fatto di non dover impostare parametri di configurazione preliminari e la possibilità, sebbene ancora remota, di abbandonare le tute in elastano (cioè lycra o spandex), i punti sul viso e le luci brillanti, rendono Fusion4D una tecnologia da tenere d'occhio passo dopo passo. Un dettaglio curioso: alcuni dei ricercatori che hanno lavorato al progetto hanno lasciato Microsoft per fondare una società chiamata PerceptiveIO. Vedremo forse una soluzione commerciale?