I benchmark pubblicati il 7 ottobre 2026 sui primi cinque Googlebook mostrano risultati diversi a seconda del carico: i modelli con Snapdragon X Elite guidano Geekbench 6 in multi-core e alcune prove grafiche, mentre quelli Intel prevalgono in produttività e reattività su CrossMark. Le autonomie registrate vanno da 6 ore e 18 minuti a 11 ore e 52 minuti, ma ciascun modello è stato sottoposto a una sola esecuzione. Dopo il resoconto sull’apertura delle prenotazioni dei Googlebook, i primi risultati aiutano a capire quale processore si distingue nei diversi test.

I cinque Googlebook testati

Le configurazioni iniziali messe alla prova avevano tutte 16 GB di RAM e un SSD da 512 GB. Acer Googlebook 14, Asus Googlebook 14 e Lenovo Googlebook 15 montavano Intel Core Ultra 5 325 Panther Lake; Dell XPS Googlebook 14 e HP Googlebook 14 usavano Qualcomm Snapdragon X Elite.

Geekbench 6: vantaggio Snapdragon nel multi-core

Geekbench misura le prestazioni del processore: il risultato single-core riguarda il lavoro su un singolo nucleo, mentre quello multi-core valuta più nuclei insieme. Nei test pubblicati, Dell e HP con Snapdragon X Elite hanno ottenuto i punteggi multi-core più alti. Anche i loro risultati single-core superano quelli dei tre modelli Intel.

Modello e processoreSingle-coreMulti-core
Acer Googlebook 14 — Intel Core Ultra 5 3252.4659.960
Asus Googlebook 14 — Intel Core Ultra 5 3252.4309.819
Dell XPS Googlebook 14 — Snapdragon X Elite2.99714.724
HP Googlebook 14 — Snapdragon X Elite2.99414.679
Lenovo Googlebook 15 — Intel Core Ultra 5 3252.4639.956

Il dato più netto della tabella è il divario nei punteggi multi-core: Dell e HP registrano rispettivamente 14.724 e 14.679, contro valori compresi tra 9.819 e 9.960 per i modelli Intel.

CrossMark: il risultato cambia in base al compito

CrossMark restituisce punteggi distinti per produttività, creatività e reattività, oltre a un risultato complessivo. In questa prova, Acer, Asus e Lenovo con processore Intel guidano nelle prime due categorie; Dell e HP con Snapdragon ottengono i risultati migliori in creatività. I punteggi complessivi, invece, restano relativamente vicini.

ModelloComplessivoProduttivitàCreativitàReattività
Acer Googlebook 143.6474.4061.78815.038
Asus Googlebook 143.5964.3441.85714.792
Dell XPS Googlebook 143.2283.5452.0369.703
HP Googlebook 143.2083.5092.0219.781
Lenovo Googlebook 153.5174.2621.81414.384

La categoria che pesa di più dipende quindi dal tipo di lavoro: il multi-core premia i risultati dei due Snapdragon, ma CrossMark distribuisce il vantaggio tra le categorie e non restituisce un vincitore unico.

3DMark Wild Life Extreme: risultati grafici e misurazioni distinte

I benchmark dei Googlebook premiano chip diversi a seconda del carico

Nel confronto grafico pubblicato insieme ai risultati degli altri quattro modelli, Dell e HP con Snapdragon registrano punteggi e frequenze di fotogrammi medi superiori a quelli di Acer e Asus con Intel.

Modello e processorePunteggioFPS medi
Acer Googlebook 14 — Intel4.06824,6
Asus Googlebook 14 — Intel4.60827,6
Dell XPS Googlebook 14 — Snapdragon6.68840,0
HP Googlebook 14 — Snapdragon6.43639,7

Per Lenovo Googlebook 15, due misurazioni pubblicate riportano risultati diversi: una indica 4.421 punti e 26,5 FPS, l’altra 3.525 punti e 21,11 FPS. Anche per Dell XPS Googlebook i valori differiscono: 6.688 punti e 40 FPS in una misurazione, 6.018 punti e 36,04 FPS nell’altra.

Autonomia: una prova per modello

La durata più alta registrata è quella di HP Googlebook 14, con 11 ore e 52 minuti; Asus Googlebook 14 si ferma a 6 ore e 18 minuti. Anche le capacità delle batterie sono diverse, da 52 a 71 Wh.

ModelloCapacità della batteriaDurata registrata
Acer Googlebook 1471 Wh10 h 25 min
Asus Googlebook 1470 Wh6 h 18 min
Dell XPS Googlebook 1452 Wh10 h 04 min
HP Googlebook 1470 Wh11 h 52 min
Lenovo Googlebook 1570 Wh10 h 25 min

La prova ha usato una luminosità di 150 nit, il tema predefinito e Bluetooth e servizi di localizzazione disattivati. Un’estensione di Chrome visitava 30 siti web aggiornati ogni 30 secondi, fino all’esaurimento della batteria. I cinque schermi OLED erano impostati a 120 Hz; ogni durata in tabella deriva da una sola esecuzione per modello.