Uno studio guidato dal team della University of Delaware, pubblicato il 22 settembre 2026, descrive una cella elettrochimica al nichel per catturare CO₂ direttamente dall’aria. In una prova di 48 ore, lo stack più grande ha registrato un consumo di 0,83 MWh per tonnellata di CO₂.
Una cella per catturare la CO₂ dall’aria
La cella usa due elettrodi simmetrici in idrossido di nichel, Ni(OH)₂, separati da una membrana a scambio di idrossido. La corrente elettrica non serve qui a immagazzinare energia come in una batteria ricaricabile tradizionale: il sistema sfrutta invece la reazione elettrochimica per trasferire la CO₂ dall’aria e poi rilasciarla in un flusso più concentrato.
Come l’inversione della tensione sposta la CO₂
Invertendo la tensione applicata, gli elettrodi si scambiano di ruolo e cambia la chimica degli ioni idrossido. La variazione di pH fa reagire la CO₂, trasformandola in carbonato o bicarbonato: queste forme attraversano la membrana e, sul lato a pH più basso, la reazione si inverte e la CO₂ viene rilasciata.
Due prove di laboratorio diverse
Il team ha testato due configurazioni distinte: una cella da 25 cm² per 5.000 ore e uno stack da 9 × 300 cm² per 48 ore. La prova più lunga riguarda la cella più piccola, non lo stack.
| Configurazione | Area o struttura | Durata della prova |
| Cella di laboratorio | 25 cm² | 5.000 ore |
| Stack elettrochimico | 9 × 300 cm² | 48 ore |
Il risultato energetico dello stack
Nella prova di 48 ore, lo stack ha consumato 132 kJ per mole di CO₂, equivalenti a 0,83 MWh per tonnellata. Il flusso di CO₂ riportato è stato di 0,19 mol per metro quadrato all’ora, equivalente a 75 kg per metro quadrato all’anno. Lo stack ha inoltre rispettato il requisito di perdita di carico di 300 Pa previsto per la cattura diretta dall’aria.