Apple avrebbe stretto un accordo di fornitura NAND a lungo termine in vista dell’iPhone 18 Pro, ma la notizia resta non confermata nei suoi elementi decisivi: Kioxia è indicata soltanto come possibile controparte e non sono noti volume, prezzi o condizioni del contratto. Il quadro suggerisce pressione sui costi della memoria, non un aumento del 400% per il prezzo dello smartphone.

L’accordo NAND riportato

La memoria NAND flash è il componente non volatile che conserva il sistema operativo, le applicazioni, le fotografie e gli altri dati anche quando l’iPhone è spento. Apple avrebbe cercato di garantirsi forniture a lungo termine mentre il mercato della memoria attraversa una fase di forte pressione.

Kioxia viene indicata come il partner più probabile, ma non è una controparte confermata. Restano inoltre non divulgati il volume della fornitura e il prezzo concordato. Anche l’ipotesi di un contratto della durata di tre-cinque anni senza un tetto al prezzo non è sufficientemente solida per essere trattata come un dato acquisito.

Il punto importante, quindi, non è che Apple abbia già reso pubblico un contratto con Kioxia. È che la società potrebbe stare cercando di proteggersi da costi e disponibilità più difficili da gestire prima dell’arrivo dell’iPhone 18 Pro.

Il quasi 400% non significa un iPhone più caro del 400%

Una stima per il terzo trimestre 2026 indica un aumento annuo quasi del 400% del costo della memoria associata al modello da 256 GB dell’iPhone 18 Pro. È una previsione sul componente, non il prezzo al dettaglio del telefono e nemmeno un dato ufficiale comunicato da Apple.

La stessa analisi separa questo valore da un possibile aumento del 10%-20% per il prezzo dei nuovi iPhone. Sono due percentuali riferite a grandezze diverse:

  • il quasi 400% riguarda il costo della memoria in uno scenario di mercato e per una capacità specifica;
  • il 10%-20% riguarda una possibile variazione del prezzo complessivo del dispositivo;
  • nessuna delle due cifre stabilisce il prezzo finale dell’iPhone 18 Pro in Italia;
  • il costo di un componente non si trasferisce automaticamente sul prezzo al pubblico: entrano in gioco margini, assemblaggio, distribuzione, imposte e altre voci del prodotto.

Per questo non è corretto trasformare il quasi 400% in un sovrapprezzo fisso, né dedurre che il telefono costerà quattro volte tanto. La previsione segnala una pressione potenzialmente pesante sulla distinta base, non un listino già deciso.

Capacità e tipo di NAND: cosa sappiamo

La capacità iniziale dell’iPhone 18 Pro è stata indicata in 256 GB, ma Apple non ha confermato questa configurazione. Una voce separata ipotizza tagli da 256 GB e 512 GB con memoria TLC, mentre i modelli da 1 TB e 2 TB potrebbero usare memoria QLC. Anche questa distribuzione resta non confermata.

TLC e QLC descrivono quanti bit vengono conservati in ogni cella della memoria flash: rispettivamente tre e quattro. La QLC può aumentare la densità, rendendo più pratiche capacità elevate, mentre la TLC viene generalmente associata a prestazioni e resistenza superiori. Ma il comportamento reale dipende dall’intero progetto del dispositivo, dal controller e dal software: la sola sigla del tipo di NAND non permette di prevedere l’esperienza quotidiana.

Il possibile uso della QLC sui tagli più capienti non equivale dunque a un difetto accertato. Inoltre, non sono confermati né i tagli finali né il tipo di NAND montato su ciascuna versione. Non stabilisce nemmeno 16 GB di RAM: la DRAM, usata per i dati temporanei durante l’esecuzione delle app, è una memoria diversa dalla NAND destinata all’archiviazione.

Una dimostrazione mostra la NAND su una scheda marcata “IP18Pro/Pro Max”

Una dimostrazione di riparazione mostra la rimozione, la pulizia, il reballing e la risaldatura di un chip NAND su una scheda e su uno stencil contrassegnati “IP18Pro/Pro Max”. È un’osservazione concreta del lavoro necessario per intervenire sulla memoria saldata alla scheda logica.

Il contrassegno, però, non dimostra da solo che si tratti di hardware Apple definitivo destinato alla vendita. Non conferma l’autenticità della scheda come unità di produzione finale, né permette di estendere quella configurazione a tutti gli eventuali modelli dell’iPhone 18 Pro. Il suo valore è più circoscritto: mostra che una scheda identificata con quel nome è stata sottoposta a un intervento sulla NAND.

Cosa significa per chi aspetta il nuovo iPhone

Per chi sta valutando l’acquisto, la notizia riguarda soprattutto il possibile rapporto tra capacità di archiviazione e prezzo. Un modello da 256 GB è stato riportato come punto di partenza, ma non è ancora una specifica ufficiale. Le voci su TLC e QLC possono aiutare a capire il dibattito tecnico, non a scegliere oggi una variante precisa.

Non sono inoltre confermati il prezzo ufficiale negli Stati Uniti o in Italia, la disponibilità commerciale e l’eventuale calendario di lancio. Le stime circolate indicano fino a 1.399 dollari per un ipotetico iPhone 18 Pro e fino a 1.499 dollari per un ipotetico iPhone 18 Pro Max nel mercato statunitense, ma non sono prezzi Apple e non possono essere convertiti in listini italiani.

La conclusione pratica è semplice: Apple potrebbe stare cercando di ridurre il rischio legato alla fornitura NAND, ma il contratto, il fornitore, le configurazioni e il prezzo dell’iPhone 18 Pro non sono ancora definiti pubblicamente. Prima di valutare quale capacità acquistare — o quanto mettere da parte — serviranno il listino ufficiale e le specifiche finali.