Travis Kirsch, Senior Director of Client Product Management di AMD, ha detto in un’intervista pubblicata da My Navi il 20 ottobre 2026 che Lisa Su era tra le persone che suggerirono di riportare sul mercato il Ryzen 7 5800X3D. Kirsch ha descritto il processore come un’ultima opportunità di aggiornamento per chi voleva mantenere una piattaforma AM4 e la memoria DDR4. Ha aggiunto che il piano precedeva i cambiamenti nel mercato della memoria e non era pensato come risposta alla carenza di DDR5.
Perché AMD ha riportato il Ryzen 7 5800X3D
AM4 è il socket, cioè l’alloggiamento sulla scheda madre in cui si installa il processore; DDR4 è la generazione di memoria usata dai sistemi di quella piattaforma. Il ritorno del chip puntava quindi a offrire un aggiornamento a chi aveva già un sistema AM4, senza presentarlo come un passaggio a una nuova generazione di processori.
Nella stessa intervista, Kirsch ha detto che le spedizioni di AM4 erano rimaste molto stabili prima dei cambiamenti nel mercato della memoria, mentre quelle di AM5 continuavano a crescere. Non ha indicato un rapporto numerico tra le due piattaforme.
Il ritorno ha richiesto una nuova qualificazione produttiva
Kirsch ha riferito che la produzione originale del Ryzen 7 5800X3D era terminata e che riavviare le linee per la nuova edizione aveva richiesto tempo. Tom’s Hardware ha riportato un ulteriore passaggio: il processo di stacking della prima generazione non era più disponibile, perciò AMD ha dovuto qualificare il progetto per un processo successivo, realizzare campioni e verificarne l’affidabilità. Lo stacking consiste nel sovrapporre strati di silicio, come avviene con la 3D V-Cache. Il lavoro riguardava la produzione: il processore resta basato sull’architettura Zen 3.
Il 24 ottobre 2026 Galaxus Italia indicava il Ryzen 7 5800X3D 10th Anniversary Edition a 345,80 euro IVA inclusa, con più di 10 pezzi in stock e consegna prevista per il 28 ottobre.