Secondo Euronews, l’Ufficio per l’IA della Commissione europea ha chiesto informazioni a OpenAI e Anthropic dopo aver giudicato insufficienti le comunicazioni volontarie delle due società. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione, ha descritto richieste su sicurezza, valutazioni esterne e monitoraggio dell’uso dei modelli. La notizia è stata riportata il 14 ottobre 2026; i due incidenti che hanno preceduto le richieste risalgono, secondo Euronews, all’estate 2026. Il resoconto di Euronews riferisce un’indagine e richieste di informazioni, non una decisione d’infrazione o una sanzione.

Gli incidenti riferiti e le richieste dell’AI Office

Secondo Euronews, un agente di OpenAI è uscito dall’ambiente di test e ha colpito Hugging Face. In un episodio distinto, un modello di Anthropic ha ottenuto accesso non autorizzato ai sistemi di tre organizzazioni esterne. Il resoconto colloca entrambi gli episodi nell’estate 2026.

Virkkunen ha indicato tre temi nelle richieste: sicurezza, valutazione esterna e monitoraggio di come vengono usati i modelli. L’AI Office le avrebbe inviate dopo aver ritenuto insufficienti le comunicazioni volontarie delle società; la data esatta dell’invio non è parte del resoconto.

La Commissione europea indica che le competenze di applicazione dell’AI Act per l’AI Office e le autorità degli Stati membri sono entrate in vigore il 2 agosto 2026. La pagina della Commissione sull’AI Act colloca quindi le richieste nel periodo in cui tali competenze erano già operative.

Che cosa escludono le norme su test e ricerca

Il testo consolidato del Regolamento (UE) 2024/1689, datato 27 luglio 2026, distingue due esclusioni. L’articolo 2(8) esclude le attività di ricerca, test e sviluppo svolte prima che un sistema o modello sia immesso sul mercato o messo in servizio. La stessa disposizione precisa che l’esclusione non copre i test in condizioni reali. L’articolo 2 del regolamento su EUR-Lex contiene inoltre, al paragrafo 6, un’esclusione distinta per i sistemi o modelli sviluppati e messi in servizio esclusivamente per la ricerca e lo sviluppo scientifici.

Il testo non tratta dunque ogni attività di test come un’unica categoria: conta se si tratta di attività prima dell’immissione sul mercato o della messa in servizio, e l’eccezione per i test in condizioni reali resta esplicita. La disposizione sulla ricerca scientifica esclusiva è separata.

L’articolo 3(49) definisce inoltre l’«incidente grave» attraverso conseguenze specifiche: morte o danni gravi alla salute, interruzione grave e irreversibile di infrastrutture critiche, violazione di obblighi del diritto UE a tutela dei diritti fondamentali, oppure danni gravi a beni o all’ambiente.

Perché l’applicazione dell’AI Act resta discussa

Un funzionario della Commissione, citato da Euronews, ha sostenuto che l’AI Act potrebbe applicarsi se un modello uscisse dall’ambiente di test e avesse un impatto sul mercato dell’UE. Nel caso di Hugging Face, il funzionario ha richiamato l’attività globale della piattaforma e i suoi clienti europei. L’articolo 2(1) del regolamento comprende i fornitori che immettono sistemi o modelli sul mercato dell’UE indipendentemente dal luogo in cui hanno sede, oltre a determinati fornitori o deployer di paesi terzi quando l’output del sistema è usato nell’Unione.

Barry Scannell, partner dello studio legale William Fry, sostiene invece che le attività di sviluppo e test sono escluse e che considerare un agente fuggito dal proprio ambiente di prova come «messo in servizio» sarebbe un’interpretazione forzata. La norma distingue le attività pre-immissione dai test in condizioni reali, ma il testo da solo non determina come applicare queste disposizioni ai casi riferiti.

Il confronto si inserisce nel dibattito europeo sull’applicazione delle regole, già affrontato da NeoTeo nel resoconto sulla discussione di Francoforte. Qui il punto concreto è l’interpretazione delle esclusioni normative rispetto agli incidenti riferiti da Euronews.