Muse chiede l’approvazione dell’utente quando rileva il checkout su un sito in cui sono già salvate le credenziali di pagamento, secondo Meta. Se un sito blocca il browser cloud di Dots, OpenAI dice che il tentativo da un computer collegato può avviare un’attività locale separata, senza trasferire la sessione cloud.

Al checkout, Muse chiede il via libera

Meta afferma che il browser di Muse mostra i dettagli esatti dell’acquisto e chiede ogni volta l’approvazione umana quando rileva il checkout su un sito con credenziali di pagamento già salvate. Meta descrive lo stesso passaggio di conferma per i pagamenti effettuati con il wallet di Muse. Per la transazione viene emesso un numero di carta monouso, al posto del numero abituale.

La persona mantiene quindi la decisione finale sul pagamento nel flusso descritto da Meta. Per il contesto sui controlli di privacy di Muse, leggi l’approfondimento di NeoTeo su Meta Muse.

Il computer collegato di Dots non continua la sessione cloud

OpenAI indica che, se un sito blocca il browser cloud, l’utente può chiedere a Dots di provare da un computer collegato. Il tentativo può creare un’attività locale separata: la sessione del browser cloud non viene trasferita e OpenAI non garantisce il supporto di uno specifico browser locale.

Per chi usa Dots, questo fallback non è la prosecuzione della stessa sessione remota: l’attività può spostarsi su un computer collegato, ma senza portare con sé la sessione cloud.

Come Muse legge le pagine web

Meta dice che il sub-agente che guida il browser di Muse legge un’istantanea dell’albero di accessibilità, una rappresentazione strutturata dei contenuti e dei controlli, anziché il DOM grezzo. Non può eseguire JavaScript nel contesto della pagina.

Search Engine Journal ha riferito l’ispezione di una singola pagina prodotto Shopify con Chrome 154: l’albero mostrava sette pulsanti per le taglie dalla 8 alla 14, ma non indicava come esaurite sei taglie prima della selezione di un’opzione.