Il 10 ottobre 2026, durante l’X Takeover a Giga Texas, Elon Musk ha detto che SpaceX avrebbe tentato di catturare con i bracci della torre la nave Starship — lo stadio superiore — durante Flight 15. Nello stesso intervento ha stimato il lancio a quattro-sei settimane da quel giorno, senza indicare una data precisa. La trascrizione dell’incontro riporta entrambe le dichiarazioni.

La stima di Musk era legata al 10 ottobre

Musk disse che quattro-sei settimane era una stima plausibile e che era certo che il lancio non sarebbe avvenuto entro due settimane. Aggiunse che, secondo la sua previsione, sarebbe arrivato poco prima del Giorno del Ringraziamento. Si trattava di una finestra indicativa, non di un giorno fissato.

Musk parlò anche di tentare il recupero del booster Super Heavy. Nel descrivere i due obiettivi, non indicò un ordine operativo per le catture. Collocò invece il riutilizzo di entrambi gli stadi in una fase successiva: il traguardo seguente, disse, sarebbe stato far volare di nuovo sia il booster sia la nave.

Il contesto di Flight 14 secondo Musk

Nel corso dello stesso intervento, Musk raccontò che Flight 14 raggiunse l’orbita nonostante lo spegnimento di un motore. Prima di proseguire, il team valutò se il problema potesse compromettere il riavvio dei Raptor a livello del mare necessari per la manovra di deorbita. La preoccupazione, secondo il suo racconto, era che un mancato riavvio lasciasse la nave in orbita con un rientro imprevedibile.

Musk attribuì in via provvisoria il guasto al software del computer di volo o a quello del computer del motore e disse che sembrava isolato. Flight 14 è il volo al centro del precedente resoconto di NeoTeo.