La roadmap di ConnectedCosmos pubblicata da Open Cosmos il 5 ottobre 2026 prevede 192 satelliti come base della costellazione, con l’obiettivo di superare i 96 satelliti in orbita entro la fine del 2028 e raggiungere la copertura globale nel 2030. Sono tappe future di un progetto pensato per collegare reti di comunicazione e dati di osservazione terrestre.

ConnectedCosmos parte da una base prevista di 192 satelliti

Open Cosmos definisce i 192 satelliti il nucleo iniziale della costellazione, non un limite massimo. L’azienda afferma che la rete potrà espandersi in base alle esigenze di clienti e partner.

La società aveva annunciato ConnectedCosmos a marzo 2026 come progetto di comunicazione in orbita terrestre bassa, o LEO dall’inglese low Earth orbit. La prima presentazione del progetto descrive una combinazione di banda larga punto-punto e connettività per l’Internet delle cose (IoT), compresi i dispositivi che si collegano direttamente ai satelliti. Open Cosmos ha inoltre riferito che i primi satelliti del programma erano stati lanciati all’inizio del 2026.

Che cosa dovrebbe trasportare la rete

La roadmap di Open Cosmos descrive collegamenti ottici intersatellitari: in pratica, connessioni che permetterebbero ai satelliti di scambiarsi dati direttamente nello spazio. La rete dovrebbe trasportare immagini grezze, flussi video e copie di grandi banche dati, oltre ai dati provenienti dai satelliti per l’osservazione della Terra.

Open Cosmos presenta ConnectedCosmos anche come un livello di trasporto per le missioni di osservazione terrestre dedicate ai clienti e per quelle riunite nella rete Open Constellation. L’idea è affiancare la connettività alla raccolta di informazioni dalla Terra, così da far viaggiare i dati tra satelliti e destinatari.

L’azienda descrive l’architettura come una rete spaziale senza gateway terrestri, pensata per ridurre la dipendenza dalle stazioni di terra e dai cavi sottomarini internazionali. Afferma inoltre che il sistema è progettato per operare in ambienti in cui i segnali dei sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) sono disturbati. Si tratta delle caratteristiche previste per il progetto.

A chi si rivolge Open Cosmos

Il pubblico indicato da Open Cosmos comprende governi, istituzioni e organizzazioni commerciali che cercano connettività sicura e resiliente e controllo sui dati critici. La proposta è quindi orientata soprattutto a clienti organizzativi, non a un servizio pensato principalmente per i singoli consumatori.

ConnectedCosmos viene accostata a Starlink come possibile alternativa europea, ma il suo pubblico dichiarato è diverso da quello di un’offerta rivolta direttamente alle famiglie. Il confronto riguarda il posizionamento del progetto: i dati descritti per ConnectedCosmos non costituiscono un confronto tra tariffe o prestazioni dei due servizi.

Le tappe previste

Open Cosmos indica un prossimo lancio entro la fine del 2026 e riferisce di discussioni avanzate con fornitori di lanci per ulteriori missioni tra la fine del 2026 e la metà del 2027. La roadmap fissa poi due obiettivi: più di 96 satelliti in orbita entro la fine del 2028 e copertura globale nel 2030.