Secondo quanto riferito da WIRED il 21 ottobre 2026, la divisione di venture capital di OpenAI e Founders Fund stavano investendo nel round seed da 45 milioni di dollari di Coherence Neuro. L’azienda sviluppa un impianto cerebrale sperimentale e modelli di intelligenza artificiale per studiare i segnali elettrici associati ai tumori. Le prove sull’uomo descritte finora erano preliminari.

Il progetto di Coherence Neuro e il round seed

I 45 milioni di dollari sono l’ammontare complessivo del round riportato, non la quota attribuita a OpenAI. WIRED ha indicato anche Founders Fund tra gli investitori. Coherence Neuro, startup con sede a San Francisco, sta sviluppando modelli di IA per interpretare i segnali elettrici associati ai tumori cerebrali.

Secondo l’azienda, la ricerca sugli animali ha individuato segnali associati alla crescita, alla riduzione o alla ricomparsa del cancro. L’impianto è inoltre progettato per somministrare una lieve stimolazione elettrica con l’obiettivo di fermare la crescita del tumore. Sono obiettivi di ricerca, non risultati clinici dimostrati.

Che cosa ha comportato il test sull’uomo

No: il test descritto non dimostra che l’impianto rilevi o tratti il cancro nelle persone. Nell’estate 2026, tre persone già sottoposte a un intervento per rimuovere un tumore cerebrale al Royal Melbourne Hospital hanno tenuto l’impianto in sede per circa 30 minuti. La prova serviva a registrare segnali e a svolgere un primo controllo di sicurezza; poi il dispositivo è stato rimosso.

Nel resoconto del 21 ottobre 2026, WIRED riferiva che Coherence Neuro stava testando le funzioni di registrazione e stimolazione su altri sette pazienti. Questa fase era distinta dal breve test condotto durante gli interventi chirurgici.

Lo studio sul glioblastoma e l’accesso ai dati

Coherence Neuro prevedeva di usare i fondi per avviare uno studio clinico di lungo periodo su pazienti con glioblastoma, una forma aggressiva di tumore cerebrale. Il piano riguardava una fase successiva alla sperimentazione descritta.

Ben Woodington, CEO e cofondatore di Coherence Neuro, ha dichiarato che gli accordi non avrebbero dato a OpenAI accesso ai dati cerebrali né agli altri dati sanitari generati dall’azienda.