Dopo l’incidente di OpenCode Console, alcuni sviluppatori hanno segnalato utilizzi non autorizzati dei propri account presso i provider. In un resoconto pubblicato il 20 ottobre, Infobae ha riferito che Preston Zeller stimava le proprie perdite in 1.700 dollari. Il 17 ottobre OpenCode aveva dichiarato che l’accesso a un sistema legacy coinvolgeva l’1,4% degli utenti di Console.
NeoTeo aveva già ricostruito l’avviso iniziale di OpenCode e i tentativi di accesso ai suoi sistemi. Le segnalazioni successive riguardano consumi su account dei provider e le risposte attribuite alle piattaforme.
Quali credenziali erano coinvolte
OpenCode disse che il sistema interessato era una componente legacy in fase di dismissione e che gli utenti coinvolti erano stati avvisati via email. Secondo la distinzione comunicata dal cofondatore Dax Raad, l’incidente riguardava le credenziali dei provider salvate nel servizio ospitato OpenCode Console; le chiavi usate soltanto nell’applicazione locale non arrivavano ai server di OpenCode.
La documentazione ufficiale di OpenCode sui provider spiega che Console conserva le credenziali e inoltra le richieste tramite un gateway, mentre il provider addebita i token utilizzati. Anche la rimozione di un provider da Console e la rotazione della chiave sono operazioni distinte: per ruotare una credenziale occorre inserirne una nuova nella pagina del provider. Eliminare la connessione da Console, quindi, non equivale a revocare la chiave presso il provider.
Gli importi segnalati dagli utenti
Infobae ha attribuito a Colin Parsons segnalazioni di 281 dollari di utilizzo su OpenAI e 168 dollari su Anthropic. Zeller ha stimato in 1.700 dollari le proprie perdite; un altro utente ha riferito di aver superato i 700 dollari di utilizzo su OpenAI prima di scollegare una chiave. Sono importi riferiti da singoli utenti, non un totale verificato dell’incidente.
Le risposte attribuite ai provider
Nel resoconto del 20 ottobre, Infobae ha riferito che Anthropic aveva revocato le chiavi ritenute compromesse, che OpenAI aveva collaborato con OpenCode per ripristinare l’accesso degli utenti e rimborsare i crediti consumati, e che Google aveva sospeso progetti individuati per uso improprio dei propri servizi.
OpenCode ha descritto l’episodio come un attacco di distillazione su larga scala. Infobae ha riferito che specialisti di sicurezza non nominati avevano contestato che questa spiegazione fosse dimostrata.