I resti di un missile balistico segnalati nel distretto di Raghwan, nel governatorato di Ma’rib, sono stati associati alla famiglia cinese DF-15. Alcune identificazioni pubbliche indicano la variante DF-15A e l’Arabia Saudita come possibile operatore: una pista coerente con la storia missilistica di Riyadh, ma ancora priva di attribuzione ufficiale.
La pista: resti di missile a Raghwan
Le immagini mostrano una grande sezione cilindrica adagiata sul terreno desertico, con un’estremità gravemente danneggiata, cavi e componenti metallici esposti. Le persone accanto al relitto offrono un riferimento per le dimensioni, mentre un veicolo bianco compare sullo sfondo.
Il materiale è stato collegato a un missile cinese della serie DF-15. La sigla più specifica, DF-15A, compare in alcune identificazioni pubbliche dei detriti, ma la classificazione della variante resta meno solida rispetto all’associazione generale con la famiglia DF-15.
Il ritrovamento è avvenuto nel contesto della nuova tensione tra l’Arabia Saudita e gli Houthi, dopo la fase di relativa de-escalation seguita alla tregua del 2022. Nel conflitto, gli Houthi operano dallo Yemen e hanno condotto attacchi con missili e droni contro obiettivi sauditi; l’Arabia Saudita ha invece svolto operazioni aeree nello Yemen.
Che cos’è il DF-15
Il DF-15, noto anche con la designazione NATO CSS-6, è una famiglia cinese di missili balistici a corto raggio. È alimentato a propellente solido e può essere spostato su strada, caratteristiche che riducono i tempi necessari per il dispiegamento rispetto a un sistema che deve essere preparato in una posizione fissa.
Le stime sulla gittata cambiano in base alla variante: quelle associate alla famiglia si collocano tra circa 600 e 900 chilometri. Per la configurazione indicata come DF-15A, alcune stime riportano un carico utile di circa 500–750 chilogrammi. Si tratta di valori tecnici stimati, non di misurazioni ricavate dal relitto di Raghwan.
La differenza tra “DF-15” e “DF-15A” conta: la prima indica la famiglia, mentre la seconda identifica una variante specifica. Per questo l’associazione generale ai DF-15 e l’identificazione puntuale del DF-15A non hanno lo stesso grado di solidità.
Perché l’Arabia Saudita è il principale sospettato
L’Arabia Saudita ha una storia documentata di acquisizioni missilistiche cinesi. Alla fine degli anni Ottanta avrebbe acquistato in segreto missili balistici DF-3A. In seguito, analisi basate su immagini satellitari e fonti aperte hanno associato strutture saudite a sistemi della famiglia DF-21.
Questa successione rende plausibile un collegamento saudita con i detriti, ma non dimostra che Riyadh possieda proprio il DF-15A né che abbia lanciato il missile trovato a Raghwan. Nel materiale pubblico disponibile, Arabia Saudita, Cina e governo yemenita non hanno attribuito ufficialmente il relitto o il lancio a Riyadh.
La distinzione è importante anche perché “Yemen” non identifica un unico attore militare. Gli Houthi, o Ansar Allah, sono una parte del conflitto; il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale è invece schierato con l’Arabia Saudita nel quadro descritto dalle ricostruzioni del conflitto.
Che cosa raccontano davvero i detriti
Il relitto documenta la presenza di una grande struttura compatibile con un missile o con una sua sezione. L’associazione alla serie DF-15 aggiunge un’indicazione tecnica più precisa; la sigla DF-15A e l’operatore saudita restano invece elementi della ricostruzione analitica.
Il frammento non chiarisce nemmeno quale sia stato l’esito del volo. Una sezione del missile può essere compatibile con una separazione dello stadio booster, una rottura in volo o una caduta prima del raggiungimento dell’obiettivo. La sua presenza a Raghwan, da sola, non documenta un attacco riuscito contro una posizione degli Houthi.
La cronologia del caso
| Data o periodo | Avvenimento |
| Fine anni Ottanta | L’Arabia Saudita avrebbe acquisito missili balistici cinesi DF-3A. |
| 2015 | È iniziato l’intervento saudita nello Yemen. |
| 2022 | Una tregua ha preceduto una fase di relativa de-escalation nel conflitto. |
| Settembre 2026 | Sono stati segnalati detriti di missile nel distretto di Raghwan, nel governatorato di Ma’rib. |
| 16 settembre 2026 | L’ipotesi di un possibile collegamento con l’Arabia Saudita è stata riportata insieme all’identificazione nella serie DF-15. |
Una conferma dell’operatore e della variante collegherebbe per la prima volta questi detriti a un impiego saudita di un sistema della famiglia DF-15. Allo stato attuale, il dato più concreto resta il ritrovamento di una sezione di missile associata alla serie cinese nel territorio yemenita.