Il 17 ottobre 2026 Marco Rubio ha spiegato che i 60 giorni voluti da Donald Trump servivano a valutare gli effetti economici di sanzioni e dazi: non erano la scadenza automatica delle deroghe previste dall’ordine sulla Russia. Nello stesso intervento, il segretario di Stato ha negato che la Casa Bianca avesse ordinato di rallentare Starlink in Ucraina. La trascrizione del Dipartimento di Stato riporta entrambe le dichiarazioni.

I 60 giorni di Rubio e la durata delle deroghe

Rubio ha descritto il periodo di 60 giorni come una valutazione delle conseguenze di sanzioni e dazi per l’economia statunitense e globale. L’ordine esecutivo firmato da Trump il 16 ottobre stabilisce invece una condizione distinta per la durata delle deroghe: restano in vigore finché il presidente o, nei casi previsti, il segretario di Stato non ritiene opportuno intervenire ulteriormente. Il testo dell’ordine non fissa una scadenza automatica di 60 giorni.

MisuraA che cosa si riferisceDurata o termine indicato
Valutazione citata da RubioEffetti economici di sanzioni e dazi60 giorni
Deroghe dell’ordine del 16 ottobreDisposizioni specifiche della legge sulle sanzioni e sui daziFino a un’ulteriore decisione del presidente o, nei casi previsti, del segretario di Stato

L’ordine deroga a specifici dazi, sanzioni e restrizioni previsti dal Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, ma conserva le misure sulla Russia stabilite da precedenti ordini esecutivi. Prevede inoltre aumenti dei dazi del 500% sui beni provenienti dalla Russia e del 100% sui beni provenienti dai cinque maggiori importatori di greggio e gas naturale russi, se questi effettuano consapevolmente nuovi acquisti dal 18 ottobre 2026, e dai cinque principali soggetti che facilitano l’elusione delle sanzioni sul petrolio russo. Si applicano le eccezioni previste e le deroghe indicate nell’ordine.

Rubio ha motivato la valutazione con le possibili ricadute economiche delle misure. Per un orientamento generale sui temi finanziari, è possibile consultare NTV88.

Rubio ha negato che qualcuno alla Casa Bianca avesse ordinato di rallentare la velocità di Starlink e ha detto che, secondo quanto sapeva, il servizio era stato ripristinato. Ha anche distinto Starlink, descritto come prodotto commerciale, da Starshield, definito un prodotto militare e di difesa; secondo Rubio, l’Ucraina non aveva accesso a Starshield e ne aveva chiesto l’uso per attacchi in profondità in Russia. La trascrizione del Dipartimento di Stato riporta queste dichiarazioni.

The Kyiv Independent riferisce che i malfunzionamenti di Starlink in Ucraina iniziarono il 14 ottobre e che la connettività fu segnalata come ripristinata il giorno successivo. La stessa testata attribuisce al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’affermazione che fosse ancora in vigore un limite di 161 km/h. LaSexta ha attribuito a Reuters la notizia di un presunto ordine della Casa Bianca; The Kyiv Independent ha inoltre riportato che The Telegraph, citando quattro fonti informate, riferì di un contatto di Elon Musk con Trump per discutere restrizioni alla velocità di Starlink. Il resoconto di The Kyiv Independent e quello di LaSexta riportano queste versioni insieme alla smentita di Rubio.

Turner chiede un’indagine del Congresso

In un articolo pubblicato il 18 ottobre, CBS News ha riferito che il deputato statunitense Mike Turner ha chiesto un’indagine congressuale sul rallentamento segnalato di Starlink e Starshield in Ucraina. Il resoconto di CBS News riporta anche la smentita di Rubio.