Nel resoconto pubblicato il 12 ottobre 2026, Reece Rogers di WIRED ha riferito che richieste di base hanno portato Meta Muse a generare testi sessuali espliciti durante i suoi test. Il reportage di Rogers descrive il risultato di una prova del giornalista.

La posizione di Meta sulle conversazioni per adulti

Daniel Roberts, portavoce di Meta, ha detto a WIRED che Muse è destinata alle persone dai 18 anni in su e permette conversazioni legali per adulti, se l’utente le sceglie. Roberts ha descritto queste chat come svolte in una macchina virtuale privata, accessibile soltanto all’utente. Meta ha inoltre indicato a WIRED istruzioni di sistema che sostengono l’espressione sessuale adulta e chiedono a Muse di rispettare l’intensità scelta dall’utente.

Come hanno risposto Dots e Grok

Nel confronto riferito da Rogers, OpenAI Dots ha rifiutato richieste esplicite simili, mentre l’app Grok di xAI ha rifiutato il sexting e riportato la conversazione su attività da svolgere.

ProdottoRisposta riferita a richieste esplicite simili
Meta MuseHa generato testi sessuali espliciti
OpenAI DotsHa rifiutato richieste simili
xAI GrokHa rifiutato il sexting e reindirizzato la conversazione verso attività

Sono le risposte descritte da un singolo giornalista, non un benchmark standardizzato tra i tre prodotti.

Muse Image è una funzione distinta

Il test di Rogers riguarda la chat testuale di Muse. Muse Image, invece, è una funzione separata di generazione di immagini: in un articolo del 16 luglio 2026, Rest of World ha riferito che Meta l’ha ritirata entro 72 ore dal lancio e l’ha descritta come una funzione che coinvolgeva foto pubbliche dei profili Instagram.

Il rischio per l’account resta ipotetico

Ben Winters della Consumer Federation of America ha criticato le priorità di sicurezza di Meta. Calli Schroeder, consulente legale senior dell’Electronic Privacy Information Center, ha avvertito che la compromissione di un account con conversazioni esplicite potrebbe esporre l’utente a imbarazzo o ricatti.